Ex Br ed ex Nar uniti nello spaccio della droga Fermata banda criminale

Vecchi esponenti di Ordine Nuovo e
Nar con uomini dalla mala del Brenta e dalla Banda della
Comasina di Renato Vallanzasca, insieme per la droga. Organizzato come i vecchi gruppi eversivi

Roma - Vecchi esponenti di Ordine Nuovo e dei NAR con uomini dalla mala del Brenta e dalla Banda della Comasina di Renato Vallanzasca, insieme per la droga. Secondo la Procura Distrettuale Antimafia di Venezia "il sodalizio movimentava ingenti quantitativi di droga nel Nord Italia con modelli organizzativi compartimentati tipici dei gruppi eversivi in cui molti degli indagati avevano militato sino agli inizi degli anni 80". I carabinieri del Ros stanno eseguendo, in Veneto, Lombardia, Liguria e altre regioni italiane, un’ordinanza di custodia cautelare in carcere nei confronti di 20 indagati per associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti. Una trentina di perquisizioni sono in corso a carico di soggetti a piede libero.

La maxi operazione dei Ros Con la maxi operazione "Testuggine" dei Ros è stata portata a termine in Veneto, Lombardia, Liguria e altre regioni per l’esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa su richiesta della procura Distrettuale antimafia di Venezia nei confronti di una ventina di indagati per "associazione finalizzata al traffico di sostanze stupefacenti". Secondo l’accusa, sarebbero stati movimentati "ingenti quantitativi" di droga nel Nord Italia. L’operazione, avviata dai carabinieri nel 2006, aveva già portato nel tempo al sequestro di quasi 10 kg di cocaina e 15 di hascisc. Nelle perquisizioni portate a termine la notte scorsa, sono stati recuperati complessivamente un altro mezzo chilo di cocaina ed un chilo di hascisc, oltre ad una pistola con silenziatore e documenti falsi.

Il sodalizio criminale L’ossatura dell’organizzazione era costituita, secondo i Ros, da ex ordinovisti ed ex Nar, ma si saldava poi con esponenti di bande malavitose e, in un caso appunto, perfino con le Br. Si tratterebbe di un sodalizio criminale che, secondo gli investigatori, si muoveva con l’organizzazione tipica dei gruppi eversivi nei quali molti degli indagati avevano militato fino agli inizi degli anni Ottanta. Tra gli indagati vi sono ex esponenti di Ordine Nuovo e dei Nar, mentre tra altri arrestati figurano ex appartenenti della mala del Brenta di Felice Maniero e della banda della Comasina di Renè Vallanzasca. Tra questi Angelo Manfrin, condannato nel 1990 per associazione per delinquere in concorso con Gilberto Cavallini, Giusva Fioravanti e Francesca Mambro, e altri complici della banda responsabile, tra l’altro, dell’omicidio dei Cc Enea Codotto e Luigi Maronese, a Padova il 5 febbraio 1981. Manfrin, 64 anni, che aveva all’epoca realizzato una sofisticata rete logistica di supporto alla latitanza dei terroristi dei Nar, è risultato oggi l’organizzatore di un vasto traffico di droga destinata ai mercati veneto, emiliano e lombardo, nonchè di una capillare rete distributiva con basi a Rovigo, Verona, Padova, Ferrara, Modena e Milano. Si avvaleva soprattutto della complicità del pregiudicato Roberto Frigato, anch’egli noto esponente della destra, e di noti affiliati alla Banda della Comasina di Renato Vallanzasca ed alla Mala del Brenta.

La rete di Manfrin Secondo quanto emerso dalle indagini, si avvaleva della complicità di Roberto Frigato, anch’egli noto esponente della destra eversiva ordinovista e di noti affiliati alla Banda della Comasina di Vallanzasca (il suo ex braccio destro Antonio Colia) e alla Mala del Brenta (Fiorenzo Trincanato). Sono stati individuati i circuiti finanziari utilizzati per riciclare il denaro (verso la Svizzera), oltre alla base operativa di Manfrin in un appartamento di Novara. Manfrin, arrestato con addosso 15 mila euro e 8 cellulari, gestiva il traffico direttamente con la famiglia calabrese dei Morabito che si assicuravano la cocaina dal Sudamerica. A un ex brigatista rosso, residente a Peschiera del Garda (Verona), i Ros hanno sequestrato nella sua abitazione anche vecchi volantini con la stella a cinque punte, che questi conservava nostalgicamente.

Il riciclaggio del denaro sporco Le indagini degli inquirenti hanno anche permesso di individuare i circuiti finanziari utilizzati per riciclare il denaro illecito, oltre ad una base operativa ricavata dal Manfrin all’interno di un appartamento di Novara, ed intestata ad un complice pregiudicato per truffa e reati finanziari. Nel corso dell’attività, sono stati effettuati numerosi interventi di riscontro, che hanno consentito il sequestro di significativi quantitativi di cocaina ed hashish, con l’arresto dei corrieri. In definitiva, l’indagine ha accertato un rilevante narcotraffico, riattivato da storici esponenti della criminalità eversiva e comune, molti dei quali già gravitanti nell’estrema destra eversiva od in agguerrite consorterie criminali. Particolarmente significativa è infatti apparsa la riproposizione dei modelli organizzativi fortemente compartimentati, propri delle compagini terroristiche in cui molti degli indagati avevano militato, venendo perseguiti per gravi reati, tra la fine degli anni Settanta e l’inizio degli anni Ottanta.