Gli ex Br a Parigi ora non sono più al sicuro

Concessa l’estradizione per due terroristi tedeschi reduci degli anni ’70. Berlino gli ha dato la caccia per 22 anni. Oggi sono dei vecchietti, ma nel 1975 assalirono un summit dell'Opec<br />

Li hanno presi ieri di buon matti­no, impacchettati e consegnati alla Germania, alla Bundesrkimina­lamt che dava loro la caccia da una vita. Sonia Suder e Christian Gau­g­er sono due vecchietti dall’aria in­nocua: lei 78 anni ben portati, lui settanta,un po’ più malfermo in sa­­lute, ma reso in qualche modo sba­razzino dalla lunga treccia bianca. I fatti di terrorismo per cui erano ricercati si perdono nella notte remo­ta degli anni di piombo tedeschi, quando la Rote Armee Fraxtion e i suoi epigoni seminavano morte. Sonia e Christian svanirono nel nul­la poco prima di essere arrestati, a Francoforte, un mattino del 1978.

In Francia hanno vissuto nel nulla, campando di bancarelle ai mercati di antiquariato. Si sono, come si suol dire, rifatta una vita. Ma la giu­stizia tedesca ha la memoria lunga. Eppure i due vecchietti avrebbero av­uto ancora vita serena per chis­sà quanto, se in Francia avesse avu­to ancora valore la «dottrina Mitter­rand», quella che riconosceva dirit­to d’asilo ai «rifugiati politici», e che per anni fece della repubblica trans­a­lpina la seconda patria dei terrori­sti rossi di tanti paesi. Ma sotto Sarkozy, tra mille tentennamenti e sfidando le ire degli intellettuali gauchistes , la «dottrina» sta finen­do progressivamente in soffitta. Ora, la consegna alla Germania del­la coppia Suder-Gauger suona co­me un campanello d’allarme per l’intera comunità dei «rifugiati». Compresi i tanti italiani che a Parigi e dintorni vivono indisturbati, no­nostante i mandati di cattura per condanne ormai definitive: come Giorgio Pietrostefani, il dirigente di Lotta Continua che armò la ma­no degli assassini del commissario LuigiCalabresi. É una comunità fol­ta e ben radicata, quella degli «esu­li» nostrani.

Ma anche per loro, sembra dire la riconsegna dei due tedeschi, l’epoca della tranquillità è finita.Tant’è vero che tra i primi a lanciare su internet la protesta per la decisione francese è ieri Oreste Scalzone, che della colonia italiana a Parigi fu a lungo portavoce. Gauger e la Suder riuscirono a re­stare praticamente invisibili per 22 anni. Nel 2000, forse grazie ad una soffiata, vennero individuati e fer­mati dalla polizia francese, ma per altri undici anni hanno schivato la riconsegna alla Germania anche grazie a una intensa campagna di stampa. Tra gli argomenti che i sim­patizzanti di Gauger e della Suder hanno messo in campo in questi an­ni per salvarli dall’estradizione c’è il tanto tempo trascorso dai delitti di cui sono accusati, che sarebbero pertanto coperti dalla prescrizio­ne. Ma almeno uno, il più grave e in­quietante di quei crimini, per la leg­ge tedesca non è affatto prescritto.

Ed è quella impresa, verosimilmen­te, che aiuta a capire l’ostinazione con cui il governo di Berlino ha per anni seguito le tracce dei due fug­giaschi. Sia Gauger che la Suder sono ac­cusati di avere fatto parte delle Re­volutionaerenZellen( CelluleRivo­luzionarie), un gruppo nato dalla scissione della Raf: e di cui si è parla­to di recente in Italia a proposito della strage di Bologna, perché un dirigente delle Rz, Thomas Kram, era presente nel capoluogo emilia­no il giorno dell’attentato, il 2 giu­gno 1980. Gauger e la Suder sono stati condannati per una serie di at­tentati dinamitardi compiuti dalle Rz.

Ma la Suder è accusata dalla giu­stizia tedesca di una impresa ben più sanguinaria, nata dalla siner­gia ( ben radicata in quegli anni) tra l’ultrasinistra armata tedesca e il terrorismo di matrice palestinese e mediorientale. Quella che oggi è un’anziana e tranquilla signora, se­condo le autorità tedesche, prese parte alla preparazione dell’attac­co al summit dell’Opec, l’organiz­zazione dei paesi produttori di pe­trolio, a Vienna il 21 dicembre 1975.A condurre l’azione il terrori­sta più famoso del mondo, Ilich Ra­mirez Sanchez detto Carlos, reclu­tato- secondo la versione più accre­ditata - dal dittatore iracheno Sad­dam Hussein per regolare i conti con i rappresentanti dei paesi arabi moderati. Nell’attacco, vengono uccisia sangue freddo una guardia, un ministro libico, e (per errore) il delegato iracheno che faceva da tal­pa. Poi i terroristi riescono a fuggire con tutti i delegati Opec in ostag­gio. Accanto a Carlos, in quella im­presa, c’erano i tedeschi delle Cellu­le Rivoluzionarie.