Ex Br in semilibertà, Mastella: "Controlli". La Cdl: "Inaccettabile"

Roma - Si accende la polemica sulla semilibertà concessa all' ex brigatista Cristoforo Piancone: il centrodestra spara a zero accusando la sinistra di "buonismo" e bollando come "inaccettabile" il provvedimento. E se il ministero della Giustizia annuncia verifiche sulle modalità del beneficio riconosciuto all' ex terrorista, anche dalla maggioranza arrivano inviti a riflettere sulla certezza della pena e sul comportamento dei giudici. Ma l' Anm difende le toghe e invita a non crocifiggerle nei rari casi in cui il comportamento successivo del detenuto smentisce la decisione.

Luca Volonté (Udc) parla di "colpevole buonismo riservato alle Br del passato e del presente" e chiede "tolleranza zero verso quei brigatisti rifugiati in Francia non ancora tradotti nelle patrie galere". Per la Lega Nord è Roberto Cota a dire "basta al buonismo di certe decisioni; peccato che oggi si riempiano la bocca proprio quelli che hanno votato scientemente provvedimenti come l' indulto".

Ignazio La Russa (An) considera ormai "urgente manifestare in piazza per chiedere politiche serie sulla sicurezza" e, riferendosi alla manifestazione in programma a Roma il 13 ottobre, ricorda la richiesta di superare la legge Gozzini "che consente sconti di pena anche gravi e per i recidivi". Il collega Fabio Rampelli è "sconcertato" da una giustizia "scivolata in una deriva che ha portato ex terroristi e teppisti da strada a occupare ruoli istituzionali".

Da Forza Italia Guglielmo Picchi definisce "inaccettabile" la semilibertà a Piancone, che non si è mai pentito né dissociato", mentre per la portavoce Elisabetta Gardini, il caso "dovrebbe far riflettere tutti, a partire dalla classe politica, ma al tempo stesso, è motivo di delusione e di profondo dispiacere per i moltissimi familiari delle vittime del terrorismo".

Il ministero della Giustizia ricorda che la semilibertà "può essere applicato dalla magistratura in presenza di determinati presupposti" e annuncia che si faranno verifiche per stabilire se il provvedimento a Piancone "é stato assunto previa attenta e completa valutazione delle condizioni richieste".

L' iniziativa viene apprezzata da fonti di Palazzo Chigi che parlano di "verifiche opportune". Un richiamo al ministero della Giustizia a tracciare le responsabilità dei giudici di Torino che hanno dato la semilibertà a Piancone arriva da Mauro Leddi (Margherita), mentre Fabio Evangelisti (Italia dei Valori) lamenta "la mancanza della certezza della pena". In difesa delle toghe interviene Nello Rossi, segretario dell' Anm, che giudica "intollerabile che si carichino i magistrati di responsabilità. Nella quasi totalità dei casi, la decisione del magistrato viene confermata dalla regolare condotta del detenuto".