Un ex gommista costruisce gli impianti per le Olimpiadi

L’azienda dei fratelli Stroppiana, nel Cuneese, oggi è leader mondiale per i pavimenti delle strutture sportive

La prima delle cinque linee produttive sarà operativa dal marzo 2006 nel nuovo stabilimento, il 12° del gruppo Mondo, che sta sorgendo alla periferia di Pechino, a una trentina di chilometri in linea d’aria da piazza Tienamen. Trentamila metri quadrati di stabilimento, pronto entro la fine dell’anno, in cui stanno lavorando notte e giorno poco meno di 3mila operai con una quindicina di architetti e ingegneri. È lo stabilimento che costruirà gli impianti per le Olimpiadi di Pechino 2008 dopo che il gruppo Mondo ha già costruito gli impianti di 8 olimpiadi consecutive, dal 1976 al 2004: Montreal, Mosca, Los Angeles, Seul, Barcellona, Atlanta, Sydney, Atene. Una volta portata a termine anche l’edizione di Pechino, la nona consecutiva firmata dai fratelli Elio e Ferruccio Stroppiana, lo stabilimento si occuperà dell'intero mercato asiatico, dall’Indonesia al Vietnam. «Ma il cuore e il cervello - precisa Elio Stroppiana - resteranno sempre a Gallo d’Alba». In Piemonte, quindi, sotto le colline di questo lembo delle Langhe.
Leader mondiale. Mondo, il gruppo Mondo, è il leader mondiale nella produzione di pavimentazioni sportive, dall’atletica al tennis, dal basket al volley. Piste e campi, panchine e sedili compresi. È anche leader nella produzione di pavimenti per gli ospedali, per le metropolitane, per i vagoni ferroviari, per i campi di calcio in erba sintetica ma quella dell'ultima generazione, in grado di riprodurre fedelmente tutte le caratteristiche del manto erboso naturale. E poi produce palloni per ogni specialità, giocattoli per i bambini come ad esempio tutti i gonfiabili per il mare, produce persino yacht da 40 a 70 metri, vale a dire fino a venti milioni di euro come costo. Tra i clienti c’è anche Mike Bongiorno: negli anni sono stati costruiti per lui quattro imbarcazioni.
Undici stabilimenti. Quartiere generale a Gallo d’Alba, provincia di Cuneo, undici stabilimenti sparsi tra l’Italia, il Canada, il Lussemburgo, la Svizzera, la Spagna (a Saragozza c'è l’impianto più moderno al mondo per l’erba sintetica), il gruppo Mondo ha 1.400 dipendenti e un fatturato di 306 milioni di euro di cui l’export incide per il 68%. Il giro d’affari è realizzato per il 55% dai pavimenti, per il 30% dai giocattoli, per il 15% dalla nautica e dall’engineering.
Il costo per la ricerca, che impiega una cinquantina di chimici e ingegneri, è mediamente il 5% del fatturato. «Abbiamo 211 brevetti e 156 marchi registrati», commenta Ferruccio Stroppiana.
La bottega delle gomme. All’inizio di questa incredibile storia c'è Edmondo Stroppiana, il quale faceva il gommista ed era soprannominato con un diminutivo dialettale, Mundu. Proprio da lui prende il nome dell’azienda che in un primo tempo, nel 1948, è solo una bottega che ripara gomme bucate ma produce anche un pallone elastico, chiamato «palla pugno», per uno sport tipico dell’Albese. E lì, tra i vecchi palloni da riparare e quelli nuovi da produrre, papà Mundu si fa aiutare dai due figlioli al loro ritorno da scuola. Prima Ferruccio, in realtà Fiorindo, il più grande essendo del 1931; poi Elio, meglio Fernando Elio, classe 1938. E una volta terminata la scuola elementare, eccoli entrambi in bottega tutto il giorno. Già, perché il lavoro cresce e la bottega si trasforma prima in un'aziendina artigiana e poi in una più industriale. Allargando a metà degli anni Cinquanta il raggio d'adozione alle pavimentazioni di gomma. L’idea viene a Ferruccio: è a Torino dove va spesso per farsi fare le mescole di gomma per i palloni e vede per la prima volta i tappetini in gomma per le auto. Si incuriosisce, scopre che la Pirelli produce pavimenti in gomma, si fa assalire dalla voglia di realizzare anche lui qualcosa in quel campo. E coinvolge non solo il papà (Edmondo scomparirà nel dicembre 1964) ma in particolare il fratello, Elio, al quale non dispiace dedicarsi alla ricerca di cose nuove. E dopo tre anni, più o meno attorno al 1958, gli Stroppiana realizzano il loro primo pavimento per una palestra di Alba: piastrelle di gomma con una superficie studiata proprio per la ginnastica. Qualcosa di elastico, insomma. Poi è la volta di una palestra di Savona, quindi riescono a fornire i pavimenti in gomma dei padiglioni di Italia 61 a Torino. Facendosi aiutare per la colla da un giovanotto della loro età di nome Rodolfo, Rodolfo Squinzi, titolare di un’aziendina milanese, la Mapei. E di pavimento in pavimento i fratelli diventano i numeri uno al mondo.
Le Olimpiadi di Montreal. Passano poi a realizzare anche campi da tennis e campi di atletica, nel 1976 sono a Montreal per le olimpiadi riuscendo a fornire piste d’atletica, quelle «dove si battono i record», dicono, con caratteristiche innovative. Ed è sempre Elio che, indossato il camice bianco, si trasforma in chimico autodidatta e utilizza le mescole di gomma per ottenere la formula giusta. Quella che permette la produzione di pavimenti adatti per le lunghe e le corte distanze, con caratteristiche che saranno costantemente migliorate di olimpiade in olimpiade e che americani e cinesi cercheranno di copiare. I due fratelli cominciano anche a produrre per conto delle aziende, dalla Plasmon alla Ferrero, palle e palline di gomma destinate a essere regalate a chi compra determinati prodotti, per poi realizzare, grazie alle licenze Disney e Mattel, giocattoli in gomma da vendere in proprio.
Nel mondo del megayacht. A metà degli anni Settanta diversificano persino nella nautica. All’inizio è solo per divertimento: Elio e Ferruccio amano le barche e ne vogliono una. Ma invece di comprarla, se la costruiscono. Si ritrovano tra le mani una fabbrichetta di serramenti e avvolgibili in legno, la chiudono, si fanno dare lo scafo da Paolo Vitelli, il fondatore dell'Azimut, e costruiscono un’imbarcazione da 16 metri nel giardino di casa, in mezzo alle vigne. Poi la trasportano in Liguria. E decidono di costruire barche anche per altri, prima in un cantiere a Savona, poi a Genova, quindi di nuovo a Savona. Yacht per miliardari.
E dopo gli yacht entrano nel campo dei pavimenti per ospedali, dove c’è bisogno di qualcosa di refrattario a germi e batteri (sono già un’ottantina nella sola Cina gli ospedali da costruire nuovi e da ricostruire tenendo conto anche dei rischi Sars), e in quello delle metropolitane e vagoni ferroviari. Entrano anche nella produzione di erbe sintetiche per i campi da calcio arrivando a realizzare nel 2001 un sistema innovativo chiamato «Mondoturf-Ecofill». Dove «Ecofill» è un granulo con caratteristiche del tutto simili al terriccio naturale. E quando c'è da sostituire il campo dopo una decina d'anni, hanno trovato anche la soluzione per farla nel modo più ecologico possibile. Come? Hanno progettato una macchina che taglia a strisce, raccoglie e tritura fino a realizzare la polvere per il campo successivo. «Nulla si disperde nell’ambiente», commenta Elio.
Riservati, grandi lavoratori, appassionato di caccia e pesca Ferruccio, di cavalli e camminate Elio, i due fratelli Stroppiana continuano a essere in azienda alle 8 del mattino. Ed avendo un direttore generale, Luigi Benedetti, non ci restano più come una volta sino alle 20 ma sino alle 19. Per loro è già una grossa concessione. Con Ferruccio che ha un occhio di riguardo per il settore dei giocattoli mentre Elio segue con più attenzione i pavimenti. Il sabato mattina comunque sono entrambi in azienda e nei loro uffici, grandi come due piazze d’armi, hanno sistemato anche un secondo tavolo dove stanno le rispettive mogli, da sempre operative nella conduzione dell’azienda: Silvana Ferrero, ragioniera sposata con Elio dal 1965, segue l’amministrazione, mentre Loredana Drocco, moglie di Ferruccio, si occupa anche lei di giocattoli. Nel gruppo lavorano anche gli esponenti della terza generazione dei Stroppiana: quattro su cinque. Già operativi i due figli di Elio: Federico (gennaio 1970), laurea in economia in Usa, responsabile di Mondo America, sposato con una canadese di nome Anne-Lisa, papà di due gemelline, e Maurizio (dicembre 1970), anche lui con una laurea negli Stati Uniti, direttore marketing del gruppo, residente a Gallo d’Alba. E in azienda sono anche due dei tre figli di Ferruccio: Stefania, 1980, studi a Londra e responsabile della comunicazione; Marco, 1981, incaricato di seguire i nuovi progetti nel campo dei giocattoli; Edoardo, 1988, ancora studente.
Elio, l’unico tra i due fratelli a essere già nonno, ha un modo solo per spiegare il successo dell'azienda. Dice: «Un po' di intuizione, un po' di managerialità, molta innovazione e tanto buonsenso. Ma quello di una volta... ».
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