«Ex Mira Lanza, un disastro annunciato»

Ieri i tre esponenti politici hanno effettuato un sopralluogo dopo il rogo

Una montagna di rifiuti. E nessun cantiere avviato per la bonifica. Solo basse, inutili transenne. E grossi topi a rincorrersi fra le macerie. Uno spettacolo indecoroso quello che si è offerto agli occhi dei consiglieri di An Sergio Marchi (Comune), Piergiorgio Benvenuti (capogruppo alla Provincia) e Luigi Celori (Regione) che ieri mattina hanno effettuato un sopralluogo all’ex stabilimento Mira Lanza, in via Pietro Blaserna, al quartiere Marconi. «Al di là delle transenne posizionate il giorno dopo il rogo, non c’è nessun intervento di messa in sicurezza visibile - commenta Benvenuti - Non è neppure iniziata la cantierizzazione per riqualificare l’ex-sito industriale a sede dei laboratori teatrali dell’Accademia di arte drammatica. I lavori dovevano cominciare proprio ieri, aveva promesso l’assessore all’urbanistica Morassut. Ma non c’è niente di niente». «Occorre un servizio di vigilanza 24 ore su 24 - mette in guardia Celori -. Altrimenti fra breve nelle parti ancora agibili dello stabilimento (l’ultimo capannone è ancora in piedi, ndr) torneranno gli occupanti». Manca anche qualsiasi certezza sui soldi stanziati dal Comune per la riqualificazione dell’area: «Si parla di una delibera di giunta, ma lo abbiamo letto solo sui giornali» denuncia Marchi: «Domani presenterò una question-time in consiglio comunale sull’argeomento».
L’ex Mira Lanza, già molto fatiscente, è stata teatro di un disastroso incendio il 3 gennaio scorso. Sfiorata la tragedia. Le fiamme hanno semi-distrutto tre grossi capannoni. All’interno coabitavano, in condizioni di degrado e rischio altissimo di malattie infettive, circa 500 rom e immigrati, parecchi dei quali clandestini. I tre esponenti di An, malgrado la pioggia battente, hanno ieri perlustrato in lungo e in largo l’area. Il rogo è stato causato da materiali infiammabili, fili elettrici tesi per aria e bombole del gas sparpagliate fra i cartoni e i materassi stesi per terra. Le stesse bombole ancora ben visibili ieri, fra montagne di stracci.
«Noi il pericolo lo avevamo segnalato fin da agosto - accusa Benvenuti - ma il Comune non ci ha dato retta. La gente, compresi donne e bambini, viveva in mezzo alla spazzatura, senza ombra di servizi igienici. A dicembre abbiamo fatto uno sciopero della fame, tra me, Marchi, Celori e i cittadini di Marconi per protestare contro il degrado. Abbiamo accertato che durante la notte con dei pullman venivano trasferite all'interno del complesso numerose persone. Segno che lo stabilimento era divenuto un vero e proprio centro di smistamento di clandestini». E non solo di quelli. Auto cariche di prostitute e trans facevano la spola dall’imbrunire in poi fra l’ex Mira Lanza e le strade a luci rosse dei dintorni. Continui gli episodi di cronaca nera. Auto e moto rubate riciclate dentro lo stabilimento. Risse. Ad agosto un bambino precipitato dai piani alti. Sempre in agosto, un altro incendio, più limitato.
«Eravamo pronti – prosegue Benvenuti - a inviare le foto di come si viveva nella ex Mira Lanza a tutti i parlamentari europei, di tutti i partiti». «Ora non solo controlleremo l’avvio dei lavori promessi da Morassut – conclude Benvenuti - ma proporremo che in una parte dell’area venga realizzato un Museo del Tevere. Un progetto che a breve illustreremo nei dettagli».