Gli ex Pensionati vogliono fare centro

Prima a destra con Berlusconi, poi a sinistra con Prodi, quindi il distacco da Fatuzzo e l'appoggio, a livello locale, alle candidature del sindaco Marta Vincenzi e del presidente della provincia Alessandro Repetto. Adesso al centro, alla finestra, anche se un pochino scontenti dei trattamenti ricevuti a palazzo Tursi e a palazzo Spinola. Giacomo Bertone ha presentato il nuovo partito che nasce dall'ala dei pensionati e s'intitola Polo civico di centro. Il congresso nazionale ha eletto presidente Paolo Caccia, vice presidente Bertone, coordinatore nazionale Quintino Magari. I tre massimi responsabili del neonato partito, tutti in giacca e cravatta d'ordinanza con il simbolo del polo centrista sull'occhiello erano presenti alla presentazione genovese.
«Sono fortemente deluso - ha spiegato Bertone - delle decisioni di Repetto in provincia dove, con i nostri 5600 voti, siamo stati determinanti per la riconferma del presidente. Non è tanto per la mancata assegnazione di un assessorato alla nostra lista, ma per le scelte che sono state fatte dall'amministrazione di centrosinistra che ha premiato una persona avversaria. Piuttosto di poltrone e auto blu, rivendichiamo un ruolo nella politica genovese. Forse siamo stati messi in un angolo soltanto perché hanno paura di chi non ci sta al sistema politico. Vorrei invitare i cittadini a riflettere su un partito come quello dei comunisti italiani che hanno soltanto tre consiglieri, uno in Regione, uno in Provincia, uno in Comune. Tutti sono stati nominati assessori. I piccoli partiti, in sostanza, ci hanno cannibalizzato».
Bertone è risentito anche con Marta Vincenzi. «Al sindaco di Genova - prosegue il vicepresidente del Polo civico di centro - ricordo che la città è abitata in gran parte da persone anziane. Le chiedo di istituire l'assessorato alla Terza età, oltre a quello della sicurezza, che non so quanto funzionerà, considerato che i problemi legati alla criminalità devono essere risolti a livello nazionale con leggi giuste e a livello locale si può fare ben poco».