Ex Varesine: sapessi com’è strano abitare in cima a un grattacielo

La torre Solaria, 37 piani per 143 metri d’altezza, è uno degli edifici
che stanno rivoluzionando l’area. Il progettista: "Uno sguardo al
futuro"

Si è aperta questo mese la vendita dell’ultimo lotto dei tre in cui è stata suddivisa la torre Solaria, che con i suoi 143 metri di altezza, articolati in 37 piani, è uno dei più alti edifici residenziali d’Italia. Il palazzo, incorniciato da un sistema di tralicci esterni, rappresenta in un certo senso il landmark dell’area ex Varesine. I masterplan della zona, insieme a quelli di Garibaldi e Isola, con un’estensione di 360mila metri quadrati per 400 appartamenti totali compongono il progetto Porta Nuova, tra gli interventi di riqualificazione urbana più grandi d’Europa. Il nuovo quartiere, collegato da un sistema pedonale e ciclabile, sorgerà intorno ai giardini di Porta Nuova, il parco pubblico da 90mila metri quadrati. Un intervento che mescola residenze, uffici, servizi, commerciale e che avrà il pregio di aver ricucito una ferita rimasta aperta per decenni. «A differenza di altri quartieri del centro, come Brera, Santo Sepolcro o corso Magenta, caratterizzati da una forte identità storico-monumentale, questo intervento riequilibra il tessuto urbano con uno sguardo rivolto al futuro», come speiga Paolo Caputo, dello studio Caputo Partnership che firma con Bernardo Fort Brescia la torre Solaria.
Chi andrà ad abitare a 143 metri di altezza? Una domanda che molti milanesi si pongono davanti alle gru che svettano all’orizzonte ormai da mesi. Per l’84% saranno milanesi, di cui la metà abita già in centro, «interessati a un modo di vivere più moderno»; per il 56% famiglie (18% single), composte da imprenditori, liberi professionisti e dirigenti d’azienda, di età compresa tra i 36 e i 60 anni. Questi progetti - hanno preso il via ieri gli incontri organizzati da Hines, capolfila della cordata di investitori, con gli archittetti che hanno firmato la progettazione - hanno aperto un dibattito. «La querelle sui grattacieli - spiega Paolo Caputo - è un falso problema: la verticalità è la dimensione che permette di fruire del paesaggio urbano. Milano è piatta e gli edifici hanno un’altezza media di 30 metri. L’unica chance che la città ha di articolare il proprio skyline e òa morfologia è la realizzazione di torri. La torre Branca o la terrazza Martini rispondono a questa filosofia: offrire punti panoramici». Non è un caso dunque che l’edificio abbia finestre a tutta parete e un taglio particolare che favorisce l’illuminazione naturale. Porta nuova rispetta l’ambiente: «Il progetto ha certificazione Leed - continua Caputo -, le ampie finestre permettono di sfruttare al meglio la luce naturale, offrendo contemporaneamente isolamento acustico e risparmio energetico. Gli impianti di calore utilizzano acqua di falda, e sono alimentati da pannelli fotovoltaici e solari».
Gli appartamenti riflettono un nuovo modo di abitare e di vivere: «In una metropoli come Milano - spiega Caputo - ad alto tasso di socialità, cresce la voglia di condivisione degli spazi comuni. Per la torre Solaria abbiamo pensato a una sala biliardo, tv, lettura, ma anche a un’area gioco per i bambini e spazi per meeeting di lavoro». Una svolta nel modo di concepire il condominio, dunque. «La vita vorticosa di oggi richiede l’appoggio di servizi che allevino la nostra fatica nella gestione quotidiana della vita domestica. Per questo sono stati pensati una serie di servizi innovativi, come una conciergerie diurna e notturna, e per l’uomo dinamico che vive tra città diverse, la possibilità di affidare la propria casa a un’agenzia interna che si occuperà di affittarla quando resta vuota».