Da ex vi dico: il potere logora chi ce l’ha È presto per prevedere sconquassi politici

(...) Una volta mi è perfino capitato di registrare improperi irripetibili contro il primo cittadino da parte di un signore cui i vigili avevano portato via l’automobile parcheggiata in una strada dove si dovevano fare le pulizie settimanali. Francamente, non saprei dire quanti di costoro abbiano dato seguito alle loro minacce, ma di una cosa sono certo. Dopo quattordici anni di amministrazione del centrodestra è fisiologico che un certo numero di milanesi - non molto politicizzati e più sensibili ai rapporti personali con il Comune che alle grandi questioni politiche nazionali - abbia accumulato abbastanza lagnanze per votare non a favore di Pisapia o di Palmeri, ma contro che ha amministrato. Hanno, insomma, usato la scheda per «vendicarsi» di qualche ingiustizia che - a torto o a ragione - ritengono di avere subito, anche se questa non era riconducibile ai partiti al governo, ma (come accade il più delle volte) alla burocrazia. L’elenco dei possibili motivi di conflitto potrebbe essere molto più lungo di quello esposto e, specie nel caso di elettori non molto informati, cui importa poco o nulla dell’Expo e non sanno nulla delle frequentazioni giovanili di Pisapia o dei suoi trascorsi di deputato di Bertinotti, possono essere stati determinanti nella scelta.
Contrariamente a quanto sostiene Andreotti, a livello municipale il potere logora. Logora perché a palazzo Marino vengono automaticamente addossate le colpe, vere o presunte, dei ghisa, degli operatori ecologici, degli assistenti sociali e di tutti gli altri dipendenti comunali, che magari sono anche di diversa parte politica. Logora perché i media tendono a criticare le cose che non vanno piuttosto che sottolineare quelle che vanno. Tutto questo vale per tutti i comuni d’Italia. Ma è opportuno ricordarlo a coloro che vogliono caricare il voto di Milano di un eccessivo significato politico, addirittura di considerarlo la prima onda dello tsunami che dovrebbe travolgere il berlusconismo. È anche molto importante in vista del ballottaggio. È probabile infatti che il voto «dispettoso» dato da tanti cittadini al primo turno possa cambiare al secondo, quando ci si troverà davanti a una scelta secca tra un sindaco non molto amato, ma certamente collaudato, ed un altro che - per quanto moderato cerchi di apparire - imprimerà fatalmente alla città una brusca svolta a sinistra. Ho già incontrato, poco fa, uno di questi pentiti sull’ascensore: «Ieri - mi ha detto - ho votato Terzo Polo perché con la viabilità del quartiere hanno fatto veramente un c…., ma non mi aspettavo che avrei contribuito a un simile sconquasso».