Expo 1906, quando Milano si aprì al mondo

All' inizio del Novecento l'Esposizione internazionale dedicata ai trasporti celebrò l'apertura del traforo ferroviario del Sempione. E fu un successo

Correva l' anno 1906, quando Milano organizzò un' Esposizione Internazionale dedicata ai trasporti, in occasione dell’apertura del traforo del Sempione inaugurato il 19 maggio e aperto al traffico il primo giugno di quell’anno straordinario. Una nuova via di comunicazione sotto le Alpi che avvicinava finalmente l' Italia all’Europa, favorendo gli scambi commerciali, a quasi cinquant' anni dall’Unità.

L' Esposizione, che si tenne dal 28 aprile all'11 novembre del 1906, celebrava i successi dell’industria italiana proiettata verso l' Europa e il mondo, mostrando un' immagine nuova, moderna e di un' Italia che cresceva, proiettata verso il futuro di cui il traforo ferroviario del Sempione era uno dei simboli più lampanti. Il sito espositivo sorgeva su uno spazio di circa un milione di metri quadrati - di cui 285 mila mq destinati agli edifici coperti - suddiviso tra l'area del Parco Reale del Castello Sforzesco (oggi chiamato Parco Sempione) e Piazza d' Armi: due zone distanti tra loro un chilometro, ma collegate tramite una ferrovia elettrica monofase sopraelevata che, nell' arco di tutta la manifestazione internazionale, trasportò ben 6 milioni di passeggeri. I Paesi partecipanti furono tra i 24 e 26, tra cui: Austria, Ungheria, Germania, Francia, Svizzera, Inghilterra, Olanda, Portogallo, Turchia, Canada, Cina, Russia e Giappone.

L' Esposizione del Sempione fu in grado di attrarre moltissimi visitatori, sia dall' Italia che dall' estero, stimati tra i 5 e i 12 milioni (le cronache dell' epoca sui dati non sono precise). Un successo di pubblico in buona parte dovuto alla pubblicità, a cui era preposto un ufficio specifico diretto da Ernesto Reinach. A partire dalla fine del 1905 furono messe in atto diverse iniziative, sia nazionali che internazionali, per pubblicizzare l’Expo del 1906, come l' introduzione nelle confezioni dei panettoni di oltre 50mila dischi-réclame. In Italia furono inviati 150mila pieghevoli agli albergatori da distribuire ai propri clienti, 350 affiche (poster) da affiggere all' ingresso delle abitazioni dei milanesi e 8mila manifesti agli uffici postali.

L' Ufficio Pubblicità dell' Esposizione si mobilitò anche sul fronte estero: dopo aver raccolto 70mila indirizzi tra alberghi, caffè, teatri e circoli, inviò nei Paesi stranieri circa 700mila manifesti, tradotti in francese, inglese, tedesco e ungherese. Importanti strumenti pubblicitari furono poi le cartoline postali e i francobolli dedicati all' Esposizione del Sempione: si stamparono oltre 5milioni di cartoline e tra i 20 e i 25 milioni di francobolli, in quattro colori diversi, raffiguranti le immagini ufficiali della manifestazione ideate da Leopoldo Metlicovitz e Giovanni Mataloni. Inoltre, furono spediti 3mila comunicati stampa ai giornali italiani e 30mila alla stampa estera.

Anche dal punto di vista del bilancio finale l' Expo del 1906 diede buoni frutti. A fronte di 12-13 milioni di lire per i costi – finanziati tramite obbligazioni, concessioni e una lotteria – i guadagni raggiunsero la cifra di 121.321 lire, versati poi dagli organizzatori al Comune di Milano per il restauro del Castello Sforzesco. Nel solo giorno dell' inaugurazione, vennero "staccati" 3.200 biglietti di ingresso, per un guadagno di 6.400 lire. Il biglietto di ingresso al sito espositivo costava 2 lire, mentre il prezzo di accesso ai diversi padiglioni e strutture si aggirava mediamente intorno ai 50 centesimi. Era disponibile anche un abbonamento con costi diversi in base all’utilizzo in giorni festivi o feriali.

Per costruire i 225 edifici dell’Esposizione, di cui 120 padiglioni, vennero impiegati 5mila operai a partire dal marzo 1905, per un totale di un milione e mezzo di giornate lavorative. All' interno del Comitato organizzativo trovarono lavoro circa 800 persone a partire dal 1901: 120 impiegati di vario grado negli uffici centrali, 50 impiegati nel "basso personale" e circa 600 addetti alla vigilanza. L' Ufficio Tecnico, invece, impiegò circa 80 persone nel biennio 1905-1906. Per la sicurezza del sito espositivo vennero dedicati 1500 uomini, mentre oltre 2.500 persone trovarono lavoro nei ristoranti, bar, birrerie e caffè presenti dentro l' Expo.

Per quanto riguarda l' indotto generato da questo grandioso evento internazionale, la Camera del Lavoro stimava all’epoca che 25-28mila "carpentieri e affini" – tra falegnami, pavimentatori, decoratori, stuccatori, etc. – fossero stati impiegati per almeno 20 mesi nelle opere connesse all' Esposizione. Le ricadute sulla città furono senza dubbio positive, visto che durante i sette mesi dell' evento si tennero oltre 120 congressi, che attrassero qualcosa come 300mila persone. Di conseguenza, notevole fu anche il movimento di passeggeri sui treni: secondo le Ferrovie a Milano Centrale erano transitati 18 milioni di viaggiatori durante il periodo dell’Expo, contro i 6 milioni registrati nello stesso periodo dell’anno precedente.

Insomma, l' Esposizione Internazionale del Sempione tenutasi a Milano nel 1906 fu un successo che segnò la storia del capoluogo lombardo, che da allora divenne sempre di più il "motore" economico, produttivo e culturale dell'Italia.