«Expo 2015, così Milano vincerà la sfida»

Il Comitato organizzatore s’insedia il 4 dicembre. Il sindaco: «Ci vuole anche la Bonino»

Gianandrea Zagato

Expo 2015, «l’avventura» ha inizio e, attenzione, «senza improvvisazioni». Roberto Formigoni delinea il sentimento della candidatura di Milano, «avventura senza nessuno spirito di improvvisazione» dice il presidente della Regione Lombardia: «Bisogna lavorare secondo due direttrici: da una parte dare qualità ed eccellenza assoluta al progetto e dall’altra dedicarsi a un lavoro di lobbying presso ciascuno dei 98 “grandi elettori“ perché poi sappiamo che i motivi per cui i Paesi voteranno potranno essere diversi».
Già, Milano «si sente responsabile di una candidatura del Paese» rimarca il sindaco Letizia Moratti e, quindi, «in questo senso il coinvolgimento che avremmo con le altre realtà italiane -istituzionali, scientifiche o imprenditoriali - sarà tantissimo». Aggettivo superlativo assoluto per quella che è l’occasione «di un’affermazione importante dell’Italia nel mondo» destinata ad offrire un «risultato estremamente positivo» pure a Milano. Ad esempio? «Per gli anni 2010-2015, solo per la preparazione della manifestazione, si creeranno 65mila nuovi posti di lavoro».
Conseguenze naturali grazie al lavoro di convincimento dei 98 paesi votanti che Milano è meglio di Smirbe, la città turca che è l’altra candidata: lavoro di lobbying per cui la Finanziaria stanzia quattro milioni di euro (tre nel 2007 e uno nel 2008): «Fondi sufficienti per la promozione» dice Letizia Moratti, mentre il ministro per il Commercio estero Emma Bonino garantisce che «quel punto della Finanziaria non è stato toccato da polemiche e lo salvaguarderemo». Come dire: «È un segnale che il Governo voleva dare» perché «è importante che tutto il sistema Italia si muova a sostegno di questa candidatura, occasione per il rilancio dell’immagine in tutto il Paese».
Virgolettato ministeriale che il presidente della Provincia Filippo Penati sintetizza in una battuta: «Con Expo 2015 l’Italia ritorna ad investire su Milano e la città coglie la sfida per tornare a coltivare la vocazione di superstar tra le grandi metropoli». Partita non «semplice» ammette però il numero uno di via Vivaio che, ieri, è stato uno dei quattro protagonisti - insieme a Bonino, Formigoni e Letizia Moratti - del primo atto ufficiale avvenuto proprio nel giorno in cui cade il centesimo anniversario dell’esposizione mondiale di Milano. Faccia a faccia di novanta minuti i cui dettagli operativi saranno però resi noti il prossimo 4 dicembre, quando si insedia il comitato organizzatore.
Comitato dove, oltre a Letizia Moratti, Formigoni e Penati, fanno parte per la presidenza del Consiglio Enrico Letta e per il ministero degli Esteri il sottosegretario Bobo Craxi. «Ma ci vuole anche Emma Bonino» spiega il sindaco: presenza del ministro del Commercio estero dettata dal fatto che a votare per Milano Expo 2015 sono chiamati non solo i ministeri degli Esteri dei 98 Paesi che fanno parte del Bureau International des Exposition ma pure i relativi ministeri del Commercio estero.
E per far ottenere l’investitura a Milano - oltre all’operazione di lobbying e la collaborazione delle istituzioni - spunta un terzo punto forza: il tema dell’alimentazione ovvero «nutrire il pianeta, energia per la vita». Tema che, chiosa il sindaco, può essere declinato in vari modi, «può ad esempio voler dire identità culturale ma anche confronto tra società diverse sapendo poi che è un tema che caratterizza fortemente il sistema Italia».