Expo 2015: tra i due litiganti il governo gode

Avevamo scritto un mese fa che sull'immenso palcoscenico dell'Expo 2015 c'era spazio abbondante per due grandi protagonisti: il sindaco Moratti e il governatore Formigoni. Sarebbe bastato andare (o quanto meno fingere di andare) d'amore e d'accordo. La nostra, più che una previsione, era una speranza. E un invito. E invece in questi trenta giorni Palazzo Marino ha tirato la giacchetta di Berlusconi da una parte, il Pirellone dall'altra. E così alla fine, per non scontentare soltanto uno dei due primattori, il governo ha salomonicamente deciso di scontentarli tutti e due. E si è preso la parte del protagonista mettendo, oltre a Berlusconi o un suo incaricato, altri nove ministri e sottosegretari nel Comitato di indirizzo e programmazione (Cipem). E, grazie a questa massiccia presenza, l'esecutivo sarà determinante sia nelle decisioni sia nell'agenda.
Una struttura più snella sarebbe stata più efficace ma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Letta è stato costretto a usare il bilancino da farmacista per accontentare tutti (o per scontentare un po' la Moratti e un po' Formigoni).
Comunque sia l'Esposizione internazionale del 2015 è ufficialmente partita. Adesso è necessario, a prescindere dai ruoli e dai poteri, che tutti si rimbocchino le maniche e si mettano al lavoro. Come insegna Saragozza (dove è in corso l'Esposizione 2008) non basta la parola Expo a garantire il successo della manifestazione. Occorrono idee, e tante, e bisogna realizzarle bene e in fretta. Milano non può permettersi di fallire questo appuntamento.
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