«Expo 2015 a Milano? Serve una lobby rosa»

Trecento manager da 18 Paesi del Nord Africa e del Medio Oriente: queste le cifre del primo Forum italiano per le donne imprenditrici voluto a Milano dal 4 al 6 marzo dal ministro per il Commercio internazionale Emma Bonino e dal sindaco Letizia Moratti. «Partiamo da Mediterraneo e Medio Oriente perché vogliamo mettere in luce un’imprenditoria al femminile troppo spesso nascosta - ha spiegato ieri la Bonino durante la presentazione -. Da qualche parte dovevamo iniziare, poi speriamo che qualche Paese ospite decida di replicare». Scopo della tre giorni milanese è organizzare «mille incontri business to business».
Le imprenditrici arriveranno da Algeria, Arabia Saudita, Bahrein, Egitto, Giordania, Kuwait, Emirati Arabi Uniti, Israele, Libano, Libia, Marocco, Oman, Qatar, Territori Palestinesi, Tunisia, Turchia, Siria e Yemen. I settori economici sono l’agroindustria, il tessile e abbigliamento, l’oreficeria, le bio e nanotecnologie, il turismo, l’artigianato, il biomedicale, la cosmetica, le costruzioni e l’arredamento. «L’appuntamento - aggiunge la Moratti - sarà anche l’occasione per avviare una “lobby al femminile” per sostenere la candidatura di Milano all’Expo 2015 e lanciare progetti di sostegno alle imprese aperte nei Paesi mediterranei di provenienza di molti immigrati nella nostra città». Per il presidente di Assolombarda Diana Bracco «la parola chiave in queste occasioni è concretezza e la Lombardia da sola genera il 40 per cento delle esportazioni italiane verso il Mediterraneo, le imprese milanesi il 21».
«C’è una forte incidenza femminile nelle nuove imprese mondiali - aggiunge per Camera di commercio Gianna Martinengo -. In Italia la presenza di donne imprenditrici dovrebbe concentrarsi di più nelle nuove tecnologie, nella finanza, nella ricerca, nelle costruzioni».