Expo 2015, Rai: "Un'opportunità anche per noi"

Il vicedirettore Comanducci conferma il progetto televisivo. Si punta a una Saxa Rubra milanese

Si fa più fitta la trama della tela che dovrebbe portare a un gemellaggio della Rai con Milano. Sulla questione vige il più stetto riserbo e gli addeti ai lavori si muovono con i piedi di piombo, ma sembra che l’incontro che il sindaco Moratti ha avuto qualche giorno fa con il vicedirettore generale della Rai, Gianfranco Comanducci, non sia stato che l’antipasto di un discorso più serio. I tecnici di Palazzo Marino e della tv di Stato si sono dati appuntamento a settembre per portare avanti il progetto. Sul piatto il trasferimento della Rai da corso Sempione a Rho Pero, con il conseguente abbandono degli studi di via Mecenate e della storico quartier generale di corso Sempione. Obiettivo: la creazione di una Saxa Rubra 2 in salsa meneghina, ovvero un vero e proprio centro di produzione milanese. L’aggettivo non è da intendersi solo in senso logistico, ma anche sostanziale: la produzione avrà una chiara impronta meneghina.
Rai ed Expo legate smepr epiù a doppio filo, non solo sulla carta - leggi protocollo d’intesa siglato il 17 maggio tra Comune, l’allora ad di Expo 2015 spa, Stanca e il presidente Garimberti - ma anche le trasmissione dedicata a Milano in onda su Rai 5 il nuovo canale culturale che sbarcherà sul digitale terrestre a fine anno e la creazione di un programma di introduzione a Expo. Cancellate dalla memoria le delusioni per i trasferimenti annunciati anni fa al Portello e a Cascina Merlata e poi sfumato, la Rai questa volta ha intenzione di fare sul serio.
"Già con gli studi di via Mecenate - spiega il vicedirettore generale della Rai, Gianfranco Comanducci - abbiamo investito molto su Milano. Non solo, abbiamo intenzione per diversi motivi di incrementare la presenza dell’azienda al Nord per poratre aavanti il lvaoor inziato: la produzione ion città è notevolmente cresciuta. Expo, come abbimo già detto, offre un’opportunità straordinaria. La nostra intenzione è di consolidare la presenza su Expo, una volta accertata la convenienza economica e strategica". Al di là del clamore mediatico e di immagine che il fatto di trovarsi al centro dell’esposizione universale potrà portare alla Rai - anche se più incerta la realizzazione di una centro di broadcasting permanente - il sito di Expo offrire vantaggi di carattere economico e strategico. Dal punto di vista geografico l’area a due passi dalle vele di Fuksas infatti sarà il più infrastrutturato d’Europa si potranno raggiungere Linate e Malpensa in 30 minuti e Torino in 40, ma l’area sarà raggiungibile anch ein metrò e in autostrada. "Sarebbe un bel vantaggio - comnneta Comanducci - per i nostri dipendenti" che ammontano a circa un migliaio. ma ma ci sono anche rgaioni economiche: allo studio dei tecnici di viale Mazzini la unificazione delle sedi di corso Sempione e via Mecenate. Sembra che gli studios di Mecenate stiano stretti in 7.500 metri quadrati di capannoni e non è difficile immaginare che 72mila metri quadri ancora freschi di intonaco e all’avanguardia facciano gola al gruppo di studio, composto da tre vicedirettori e da un rappresnetante milnaese, sulla fattibilità del progetto. un bel risparmio per l’azienda che smetterebbe di pagare l’affitto degli studios, il cui contratto scadrà tra non molto, evitando la ristrutturazione, ormai necessaria, di corso Sempione, che al contrario potrebbe essere venduta. A decidere sulla destinazione urbanistica dell’area di Sempione sarà il piano di governo del territorio, strumento duttile, che grazie alla borsa delle volumetrie consente ampi margini di manovra. L’edificio, infatti, vale svariate decine di milioni di euro. "Dobbiamo capire se se sia più conveniente ristrutturare corso Sempione o l’investimento in vista di Expo". Insomma Expo è una linea strategica. Ma a sparigliare al di là dei discorsi, del business plan delle strategie aziendali, a sparigliare le carte c’è a ancora la questione delle aree.