Expo 2015, la svolta della Regione Lombardia

«Un lavoro immane di progettazione e di realizzazione si apre - rimarca il presidente Roberto Formigoni - per rispondere a tutto campo alle sfide che Expo pone alla città alla regione».

Expo, doppio appuntamento in Regione Lombardia. Domani, i soci di Expo 2015, ex Soge, si ritrovano al Pirellone per «un esame sulla situazione e le prospettive della società». Poi, in tarda mattinata, c'è il Tavolo Lombardia per il Governo ovvero la cabina di regia degli interventi regionali e sovraregionali per l'appuntamento internazionale. Insomma, due incontri fondamentali per la sfida che attende Milano. Ma andiamo con ordine. Alla riunione della società Expo 2015 partecipano il Ministero dell'Economia, Comune di Milano, Provincia di Milano, Regione Lombardia e Camera di Commercio. Il tavolo dei soci, spiega il presidente lombardo Roberto Formigoni, è stato «convocato d'accordo con il commissario Letizia Moratti per una esame sulla situazione e le prospettive della società». All'ordine del giorno ci sono tre punti: «Ricognizione sulle opere cosiddette essenziali relative al sito Expo che sono in capo alla società e che saranno messe in capo al Tavolo Lombardia. Verifica dei finanziamenti e terzo elemento la definizione di linee e tempi di stesura del businness plan della società». Evidente che il successivo Tavolo Lombardia «raccoglierà e renderà operative le indicazioni che potranno emergere dalla riunione dei soci». Peraltro, il Tavolo Lombardia vedrà oltre la presenza dei vertici degli Enti locali e delle organizzazioni lombarde coinvolte, anche la partecipazione di numerosi esponenti del Governo. Tra gli altri, i sottosegretari Luigi Casero (Ministero Economia), Stefania Craxi (Esteri), Roberto Castelli (Infrastrutture), Maria Vittoria Brambilla (Turismo), oltre ad alti esponenti della Presidenza del Consiglio e dell'Ice (Vattani) e, per il Ministero della Cultura lo stesso ministro Sandro Bondi. Primo punto all'ordine del giorno l'avanzamento «dell'accordo quadro di sviluppo territoriale (già deliberato dalla Giunta regionale lombarda)», che è «lo strumento principe di governo, di promozione e di regia di tutti gli interventi per Expo su scala regionale e sovraregionale». Che in soldoni significa 65 opere infrastrutturali (le 13 essenziali, le 17 connesse e le ulteriori 35 cosiddette necessarie) e i 9ambiti, dalle infrastrutture per l'accessibilità alla valorizzazione turistica e offerta culturale passando per gli interventi favore del capitale umano e alla valorizzazione del sistema rurale e agro-alimentare. «Un lavoro immane di progettazione e di realizzazione che si apre - rimarca Formigoni - per rispondere a tutto campo alle sfide che Expo pone alla città alla regione». Ancora, all'ordine del giorno c'è un aggiornamento approfondito (a cura de sottosegretario Castelli e dell'assessore regionale alle Infrastrutture e Mobilità, Raffaele Cattaneo) sulle opere di accessibilità e la verifica dell'avanzamento degli accordi di programma di trasformazione urbanistica del sito espositivo, di Cascina Merlata e sulle Vie d'acqua. Come dire: «Il lavoro prosegue a ritmo assolutamente accelerato e al gran completo, con il coinvolgimento puntuale e la responsabilizzazione di tutti».