Expo, anche Aler accetta la sfida: «Alloggi più belli e confortevoli»

«Affrontare i nuovi fenomeni sociali ripensando all’intervento pubblico. Ecco la nuova sfida che nell’occasione di Expo 2015 attende Aler». Loris Zaffra, presidente dell’azienda lombarda di edilizia residenziale, guarda al futuro e lo fa dai padiglioni di Eire, il salone internazionale dedicato al mercato del Real Estate italiano e dell’area mediterranea.
«Expo sarà una grande occasione per mobilitare risorse anche per la Milano dell’Aler, quella dei quartieri storici presenti in tutta la città e soprattutto nell’immaginario di tutti i cittadini». Già, Aler è parte integrante della storia, dell’attualità e del futuro di Milano. Un domani che, aggiunge Zaffra, vede non solo «necessario ma prioritario ripensare all’intervento pubblico»: «Sola condizione per affrontare i nuovi fenomeni sociali e le problematiche contingenti, ad esempio gli alloggi per le giovani coppie e per tutte quelle persone che, a Milano, svolgono forme di lavoro temporaneo».
A loro Aler, rimarca Zaffra, dedica alloggi «dignitosi e confortevoli»: obiettivo che l’azienda di viale Romagna è «impegnata» a perseguire «creando una rete, un sistema con le altre Istituzioni pubbliche» per dare corpo e sostanza «a una politica abitativa che ci permetta a breve di migliorare i servizi offerti insieme alle tempistiche». Concretezza con alle spalle cento anni di storia, che ha portato Aler ad essere una delle più grandi immobiliari d’Europa: oggi, gestisce 66.299 alloggi di proprietà di cui 41.550 nella sola Milano e i rimanenti in altri 158 Comuni, garantendo un tetto a quasi 140 mila persone.
«Numeri importanti» commenta Mario Scotti, assessore regionale alla Casa: «Numeri che però non sono ancora sufficienti a garantire un tetto a dignitoso alle migliaia di famiglie che ancora lo stanno aspettando. Per questo è fondamentale che si possa continuare a lavorare in sinergia con i Comuni e con i proprietari per studiare prima e attuare poi tutte le soluzioni possibili che possano far crescere il numero degli alloggi pubblici disponibili». E la Regione per far questo ha stanziato 512 milioni di euro per il triennio 2007-2009 che, in soldoni, significa tremila nuovi alloggi.
Impegno accompagnato da 60 milioni per l’attivazione dei nuovi contratti di quartiere e il sostegno alle famiglie, mentre arrivano a conclusione gli investimenti effettuati a partire dal 2004 che, osserva Scotti, debbono proseguire «facendo rete e, quindi, realizzando quel mix abitativo che riesce al contempo sia a garantire un po’ di entrate ai proprietari tramite le vendite sia un alloggio a chi non ha i requisiti per entrare nell’Erp ma non ce la fa a confrontarsi con il libero mercato». Risposte che Aler continua a dare alle aspettative delle categorie sociali meno forti economicamente e più soggette a disagio abitativo.
E, particolare non secondario, gestendo la trasformazione del territorio e la riqualificazione urbana «con attenzione al miglioramento della qualità della vita dei suoi inquilini». Che davanti all’Expo 2015 si può tradurre in un leit motiv: Expo 2015, non solo grattacieli.
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