Expo, il caporalato delle guide turistiche

Impossibile sapere quante siano ufficialmente. Vaghi e a volte surreali i criteri di scelta. Per diventare guida turistica a Milano serve superare un esame gestito dalla Provincia, ma il mercato è di fatto in mano a una specie di monopolio: col risultato che molte guide lavorano in nero e senza patentino, pagando robuste tangenti alle guide autorizzate che subappaltano il lavoro. Un mercato che - nonostante le promesse non è stato liberalizzato - si avvia in modo tutt’altro che trasparente all’appuntamento con l’Expo.
Molte le incongruenze. Per fare la guida a Milano viene richieste la conoscenza di Brescia. Neanche uno dei promossi sa il giapponese. E in molti casi i verbali delle commissioni di esame provinciali appaiono costellati di correzioni che alzano il voto dei prescelti fino a raggiungere il quorum per la promozione.