Expo, il Padiglione Vanke ispirato alla "mensa" cinese

Il colosso immobiliare China Vanke partecipa con una grande struttura disegnata dall'archistar Libeskind, ispita al cibo e alla convivialità. Una foresta virtuale di 300 schermi racconta la vita delle comunità cinesi e il ruolo fondamentale dello shitang

"Un microcosmo che collega la Cina con l’Italia, la cultura europea con quella cinese. Immaginato a partire da idee che vengono da Confucio, dal passato, ma anche dalla storia contemporanea", l'archistar Daniel Libeskind racconta così il padiglione con cui il colosso immobiliare China Vanke parteciperà a Expo Milano 2015.

Il padiglione - che sarà rivestito con un nuovo materiale ceramico, ecosostenibile, autopulente: piastrelle rosse disegnate dall'archietto e prodotte da Casalgrande Padana - rappresenta "la crescita di un organismo che dalla terra sale verso il cielo, e si ispira alla mensa cinese, ovvero alla condivisione del pasto e alla convivialità, lo shitang". Libeskind si è ispirato ad una serie di evocazioni che vanno dal pensiero di Confucio e Lao Tzu al Rinascimento fino all’arte contemporanea fra geometrie sinuose che delimitano un percorso di riflessione per i visitatori sulla storia della civiltà, della tecnologia e del XXI secolo.

All’interno del Padiglione Vanke verrà narrata al mondo una storia cinese che si scopre attrversando una Foresta virtuale fatta di 300 schermi installati in modo irregolare dove sarà proiettato un cortometraggio che ritrae momenti di vita delle comunità cinesi, evidenziando il ruolo fondamentale svolto dallo shitang nella quotidianità e ci saranno momenti di incontro e di scambio, ideale di armonia tra le persone, lepersone e la comunità, le persone e la città, di cui la Vanke si fa promotrice. Con una superficie di 1000 mq, il padiglione sarà situato nella parte nord dell’asse principale, il Decumano o World Avenue, vicino al Lago Arena e a Piazza Italia.

"Coerentemente con il tema di Expo Milano abbiamo proposto il concept shitang per il nostro - ha sottolineato Wang Shi, chairman di Vanke - che in cinese significa mensa. In questo modo vogliamo esprimere la nostra idea di urbanizzazione e di comunità attraverso l’esperienza del cibo. Il cibo, infatti, è uno dei modi più efficaci per capire una cultura: il rituale del mangiare insieme e conversare èimportante in ogni comunità perché mangiando insieme è possibile conoscersi meglio. Vanke è un urban developer, la nostra missione è creare comunità migliori per offrire una vita migliore ai nostri clienti". Il progetto della Vanke è il primo estero, il "primo che viene esportato".

"La Cina - ha detto Giuseppe Sala, commissario unico di Expo Spa -, con il padiglione del Paese e i due corporate, si sta comportando da grande Paese quale è, ma sta anche dando fiducia all'Italia che, oltre le difficoltà, è un riferimento molto forte in tutto il mondo. Sono sicuro che riusciremo a corrispondere alla fiducia che ci è stata accordata. Il Padiglione Vanke ha un design e un concept particolarmente suggestivi che danno un’interpretazione di grande valore del nostro tema, Nutrire il Pianeta, Energia per la Vita. Sono sicuro che sarà fra quelli di maggior successo". Proprio sul fronte cinese, Sala ha poi reso noto di aver ottenuto l’impegno da parte della Farnesina di portare i visti a 600mila, mentre Expo sta "lavorando per portare in Cina l’attività di promozione e di ticketing".

"La partecipazione di China Vanke a Expo è particolarmente significativa per il tema del suo affascinante padiglione: l’importanza del cibo come fattore di socializzazione nel rispetto delle tradizioni e della cultura di ogni Paese per lo sviluppo di realtà urbane sempre più internazionali, sempre più sostenibili e a misura d’uomo. In Cina come in Italia - ha sottolineato il sindaco Giuliano Pisapia -. Per una delle maggiori realtà economiche cinesi, la scelta di essere per sei mesi a Milano, nel cuore dell’Europa, è anche testimonianza concreta di un altro degli obiettivi della Esposizione Universale: la creazione di contatti e di reti di imprese, di scambio di tecnologie innovative, di possibilità di investimenti reciproci che costituiranno una delle più importanti eredità di Expo. Per Milano, per l’Italia e per una Cina sempre più protagonista sulla scena economica internazionale".