Expo "conquista" le aree

Dopo mesi di discussioni fra le istituzioni, ieri sono arrivati i via
libera di Fondazione Fiera e famiglia Cabassi: l’evento si è finalmente
assicurato la disponibilità dei terreni e può affrontare serenamente la
missione a Parigi

Messa a disposizione incondizionata, con decorrenza immediata e sino al diciottesimo mese successivo alla conclusione dell’Expo, delle aree del sito. E disponibilità al finanziamento delle infrastrutture e delle opere di urbanizzazione necessarie per l’Expo. Arriva così, accompagnata dagli applausi dei consiglieri della Fondazione Fiera, il sì alla richiesta del supercommissario Letizia Moratti, che potrà presentarsi lunedì prossimo al Bie con la piena disponibilità delle aree. Il sì arriva anche dal gruppo Cabassi, titolare del 30 per cento delle aree su cui si svolgerà l’Esposizione universale. A questo punto la missione a Parigi del 18 ottobre si preannuncia serena per il sindaco e per i suoi collaboratori.
Le aree sono concesse in modo incondizionato, ma nel frattempo i proprietari del sito, Fiera e Cabassi, mettono nero su bianco le previsioni per il futuro, ovvero: "la cessione della proprietà delle aree sulle quali verranno localizzate le opere di interesse pubblico e generale" e la "costituzione del diritto di superficie sulle aree interessate da strutture e costruzioni temporanee". In pratica tutte le aree su cui saranno realizzati i manufatti provvisori (ovvero la parte centrale del sito, destinata ai padiglioni e alle aree espositive dei Paesi) tornerebbero di proprietà di Fondazione Fiera e Cabassi. Al contrario, le aree destinate alle infrastrutture e alle opere permanenti sarebbero cedute "a titolo di anticipazione delle cessioni dovute a standard urbanistico".
Il dopo Expo sarà definito in base alla proposta di variante urbanistica siglata il 17 settembre scorso, che definisce la cornice generale di attuazione, ma delega a un successivo Pii (un programma integrato di intervento) di "determinare l’assetto urbanistico dell’ambito Expo al termine dell’evento espositivo".
Nel documento deliberato dal consiglio della Fondazione su proposta del comitato esecutivo, si chiedono garanzie che la Fiera di Rho Pero possa rimanere aperta e funzionante in loco o altrove "senza oneri aggiuntivi". Il sito dell’Expo si sopvrappone infatti a due parcheggi della Fiera, che dovranno essere trasferiti altrove, e quasi certamente prevede anche il trasferimento della sottostazione che fornisce energia elettrica a Polo esterno della Fiera. Problemi che potranno comportare lo spostamento altrove delle manifestazioni fieristiche.
"È la soluzione più idonea" assicura il presidente della Fondazione Fiera, Gianpiero Cantoni. Spiega: "Questa soluzione consente la definitiva registrazione dell’Expo di Milano presso il Bie, evita un impatto negativo sul patrimonio e sul conto economico della Fondazione già nel corrente esercizio". E mette a tacere le osservazioni arrivate dal Pirellone: "La richiesta del commissario Moratti rispetta le condizioni di legittimità e di convenienza economica indicate in base alle funzioni di vigilanza della Regione, nel rispetto dell’autonomia statutaria della Fondazione".