Expo contro la crisi, ci credono 9 italiani su dieci

Le imprese milanesi rischiano una discesa in picchiata. Il ridimensionamento di Malpensa nel 2009 può costare all’economia locale una perdita secca di quattro miliardi di euro, che diventano cinque se passa la politica di riduzione dei voli anche a Linate. Un’indagine della Camera di commercio riferisce che il 32 per cento delle imprese prevede un calo del proprio fatturato con il nuovo piano Cai, che conta di impoverire il traffico dei voli sugli aeroporti lombardi, un pessimismo che colpisce soprattutto quelle milanesi che ritengono che la città in questo modo perderà appeal. Si ribella l’assessore milanese alle Attività produttive, Giovanni Terzi: «Da Milano e dalla Lombardia, che producono il 35% dell’economia nazionale e sono quindi il motore del Paese, deve partire un patto anti-crisi per l’Italia». Lancia quindi un appello perché la politica nazionale dei trasporti non penalizzi il capoluogo, «difendiamo Malpensa e Linate, perché le criticità si ripercuoteranno altrimenti anche sull’economia nazionale. Cai a volte mette una contro l’altra città che invece devono essere alleate per il sistema Paese».
Già il quadro del 2008 è poco confortante. I dati della Camera di commercio parlano di un calo degli affari di 98 milioni di euro per i commercianti, di 51,4 per gli albergatori e 13,8 per i ristoratori. Anche la raccolta di prenotazioni alberghiere effettuate al desk di Malpensa registra una diminuzione addirittura del 72 per cento rispetto al 2007, i noleggi di auto nell’hub sono scese del 75 per cento. «Se calano gli affari su Milano, perde anche il sistema nazionale - ribadisce Terzi -, è necessario fare leva su Malpensa, Linate e l’occasione offerta dall’Expo per ridare carburante alla locomotiva del Paese e al mondo del lavoro».
Gli effetti del piano Cai sugli aeroporti milanesi saranno domani al centro del consiglio straordinario convocato a Palazzo Marino, e a cui parteciperà anche il sindaco Letizia Moratti. Pronta a ribadire anche in aula, come ha anticipato agli assessori in giunta, che non va difeso solo il futuro di Malpensa ma anche quello di Linate, un city airport irrinunciabile. Il tema, ha spiegato il presidente dell’aula Manfredi Palmeri, «è di importanza decisiva per il Comune, che è azionista di Sea all’84,56%, esattamente come per i cittadini e le imprese di Milano e dell’intero Paese. Non è una battaglia di campanile, ma una questione di rilevanza nazionale».