Expo, decreto in stallo Prova di forza tra Moratti e Tremonti

«Il ministro ha la febbre a trentanove» raccontano i suoi collaboratori. Il leghista Roberto Calderoli, insieme al federalismo fiscale, ha preso in mano anche la patata bollente dell’Expo e gli tocca trovare una mediazione sulla società di gestione. Così ieri ha incontrato il sindaco di Milano e commissario Expo, Letizia Moratti. Le trattative tra governo e istituzioni locali si erano interrotte poco prima di Ferragosto, nella speranza che l’estate portasse consiglio. Al contrario, le posizioni si sono radicalizzate ed è probabile che il nodo possa essere sciolto solo dal presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, anche se la Moratti sfoggia ottimismo: «Il decreto sarà pronto la prossima settimana».
Il sindaco è tornata in pista più combattiva che mai, decisa a chiedere per sé il controllo della società e a difendere fino in fondo Paolo Glisenti, il braccio destro che lei vuole come amministratore (se non unico, delegato), nonostante il consenso sul nome non sia unanime. «Glisenti non è in discussione» ha tagliato corto durante il suo primo appuntamento pubblico di fine agosto. Al suo fianco è schierata una parte della Lega. «Condivido le preoccupazioni del sindaco» dice Marco Reguzzoni, vicepresidente dei deputati del Carroccio. D’altra parte la Lega non vuole perdere l’intesa con Giulio Tremonti, alla vigilia di un passaggio decisivo quale è il via al federalismo fiscale.
Il ministero dell’Economia ha chiesto di entrare nella società di gestione con poteri di controllo. Altrimenti, preferirebbe tenersi fuori del tutto. L’idea è il controllo pro quota, ovvero che ciascun componente della società di gestione sia responsabile in base alla quota che investe. Una scelta caldeggiata appunto dal governo, che vuole avere voce in capitolo sull’ingente somma investita, e che piace anche alla Regione, dalla quale arriveranno fondi cospicui di cui il Pirellone ha bisogno di poter rendere conto ai cittadini lombardi.
In discussione restano i vertici della società e i criteri di nomina dei membri del consiglio d’amministrazione, oltre che la scelta del presidente del cda, figura che l’Economia vorrebbe affiancare a quella dell’amministratore. Possibilista Formigoni: «Non c’è e non c’è mai stata una mia opposizione alla candidatura di Glisenti». Comune, Regione, Provincia e Camera di Commercio hanno presentato un’ipotesi comune in cui l’assemblea della Soge (soci Economia, Regione, Provincia, Comune, Camera di commercio) eleggerà un cda di 5 membri nell’ambito dei quali verrà scelto l’amministratore delegato.
Secondo la bozza predisposta dalla presidenza del Consiglio a metà agosto, invece, è il Cipe (il Comitato interministeriale per la programmazione economica) integrato dagli enti locali a nominare, su proposta del commissario Moratti, i componenti del cda di Soge, indicandone l’amministratore delegato. La Soge sarebbe così controllata dal Cipe.