"Expo, dieci miliardi e 29 milioni di visitatori"

Con la prossima settimana prende il via la campagna di comunicazione rivolta alla città «perché ogni cittadino senta Expo non come un evento mondiale, ma come la chiave di volta per il rilancio di Milano». Queste le parole del sindaco Moratti che ieri ha illustrato il dossier Expo al consiglio comunale, l’assemblea che più rappresenta la città, mentre il presidente della Provincia Filippo Penati faceva la stessa cosa a Palazzo Isimbardi. Tutti uniti per l’Expo questo il messaggio che emerge dalle parole del sindaco, che ha sottolineato come la candidatura di Milano sia sostenuta da tutte le istituzioni, dal Presidente della Repubblica agli Enti locali, cioè da una forza politica trasversale.

«Adesso tocca ai cittadini: bandire ogni scetticismo e credere con fiducia nella più grande opportunità dal Dopoguerra» ha sottolineato Giulio Gallera, capogruppo di Forza Italia in consiglio. Sì perché «il 90% di quello che verrà costruito per Expo, per cui ci attendiamo 29 milioni di visitatori - ha spiegato la Moratti -verrà lasciato alla città». Che, in concreto, significa: il villaggio Expo, una superficie di un milione e 100mila metri quadri di superficie, di cui gran parte a verde, con i padiglioni di vari paesi, quelli regionali, quello italiano, tutti progettati dai migliori studi del mondo, accanto una sorta di cittadella olimpica, dove saranno ospitate le maestranza impegnate nella realizzazione del sito, vale a dire 70mila persone.

A Rho-Pero si arriverà direttamente da Malpensa in treno, dalla darsena lungo la via d’Acqua o la via di Terra. Previste entro il 2015 al costruzione delle linee 4-5-6 della metropolitana, la Brebemi, la Pedemontana, la Tem. «Il budget che abbiamo a disposizione - ha detto il sindaco - ammonta a 4,1 miliardi di euro, di cui 3,2 saranno investiti nelle infrastrutture necessarie. Complessivamente le opere che saranno realizzate avranno un valore di 10 miliardi di euro». «Siamo in vantaggio rispetto a Smirne - ha sottolineato Filippo Penati, che ieri parlava in consiglio provinciale -. Secondo lo studio dell’Ocse la scelta di Milano come sede dell’Expo darebbe un grande impulso alla sua riqualificazione, soprattutto in termini di qualità della vita, aumento del tasso di occupazione, miglioramento della rete dei trasporti. Oggi siamo pronti ad accettare la sfida perché questa manifestazione diventi una bandiera per il futuro».

Un discorso, però, che non convince la sua maggioranza, che, al contrario, solleva mille perplessità sul voto di sostegno. Perplessità e scetticismo tali da scatenare il malumore del presidente, che abbandonato dai suoi, riesce a far passare l’ordine del giorno sull’Expo grazie ai voti di An, Udc e Forza Italia. «Gli investimenti di Smirne sono inferiori ai nostri» ribadisce la Moratti, che non ci sta da incassare le accuse di «corruzione» che arrivano dai banchi dell’opposizione, dopo mesi di lavoro e impegno in prima fila per vincere la sfida contro la rivale Smirne.

«Ci saranno settecento inviti in più alla Prima della Scala per tutti i delegati Bie (il Bureau International des Expositions, il comitato che a marzo si pronuncerà sull’assegnazione dell’Expo 2015) - accusa Basilio Rizzo, consigliere della Lista Fo - per tutti i delegati della Bie. «Come può pensare che ci sia corruzione tra le istituzioni sull’Expo?», ha detto il sindaco, indignato e deluso, uscendo dall’aula. Alla Prima, infatti, come consuetudine sono stati invitati solo alcuni alti rappresentanti di Paesi e governi stranieri.