Expo, flop a Saragozza Formigoni: «Il decreto? Il governo farà bene»

Il governatore: «Nessuna lite col sindaco». Ma intanto le opere slittano

Cerimonia di chiusura ieri per l’Expo di Saragozza, quella dell’Acqua e lo svilippo sostenibile. A voler essere cattivi (o semplicemente realisti) un flop, con un milione e mezzo di spettatori in meno del previsto (forse due, su appena 5 milioni) e perdite per 30 milioni di euro. Con i padiglioni vuoti ancora invenduti che rischiano di trasformarsi in una città fantasma.
E ora Shangai 2010, Yeosu 2012 e Milano 2015. Il cronometro delle esposizioni universali batte implacabile, ma dopo quasi sei mesi dall’assegnazione non si vede ancora il decreto che disegna l’organigramma della società che dovrà gestire la manifestazione. «Lasciate che il governo lavori - ha ripetuto ancora ieri il presidente Roberto Formigoni - produrrà proposte positive». Liti con il sindaco Letizia Moratti per piazzare uomini di fiducia ai vertici? «Io - assicura - non ho mai litigato con nessuno. Attendo che arrivino notizie precise». Non saranno litigi, saranno discussioni, fatto sta che è tutto ancora in alto mare. Con gli ispettori del Bureau international des expositions che già due volte hanno chiesto di poter venire a Milano per visionare lo stato dell’arte e la Moratti che non sa più che scuse inventare per rinviare l’appuntamento. Da Bari, intanto, il premier Silvio Berlusconi ha risposto alla richiesta del sindaco Michele Emiliano. «Esamineremo la possibilità di utilizzare la Fiera del Levante - le parole del premier - per realizzare qui alcune iniziative legate all’Expo del 2015».
Ieri, intanto, la Moratti è volata a Saragozza con l’assessore Massimiliano Orsatti per il passaggio del testimone. Cerimoniale e visita alla Terrazza Milano, lo spazio espositivo del Comune realizzato all’esterno del padiglione Italia. Trecento metri quadrati di storia e cultura milanese che in soli quattro giorni hanno accolto oltre 13mila visitatori. A dimostrazione di come il made in Italy sia sempre in grado di sconfiggere qualunque crisi. «Terrazza Milano - spiega Orsatti - si è rivelata un efficace strumento di promozione. Un modo per comunicare a turisti stranieri, visitatori spagnoli e addetti ai lavori come i 35 segretari generali della Camere di commercio nazionali, le tante opportunità turistiche che Milano può offrire». In mostra oltre ai contenuti del dossier Expo, musica e gastronomia, cultura e arte. Protagonista indiscussa, grazie ai Navigli di Leonardo, mostra iconografica realizzata in collaborazione con il Museo Nazionale della Scienza e della Tecnica e i Navigli Lombardi che illustra oltre alle opere più conosciute del maestro come Il Cenacolo, anche l’intenso legame tra il genio di Vinci e il territorio.