Expo, è gelo con Tremonti E la Moratti apre anche il fronte federalista

(...) Il sindaco è a Cernobbio, nel giardino di Villa d’Este, sede dell’annuale workshop Ambrosetti in cui imprenditori e politici di tutto il mondo discutono «Lo scenario di oggi e di domani per le strategie competitive». Spiega come si è arrivati alla conquista dell’Expo. «Milano ha vinto grazie alle sue università, al mondo della finanza, agli imprenditori, alla Fiera e alle iniziative culturali di Scala e Triennale». Un elenco nel quale è assente la politica: «Mi auguro che il governo continui a sostenerci. Spero che la situazione si sblocchi».
Sul lago di Como c’è anche Giulio Tremonti, il ministro dell’Economia che ha smontato pezzo per pezzo, brandendo il codice civile, la società di gestione immaginata dalla Moratti, senza cda e con Paolo Glisenti amministratore unico. I due sono lontani, non solo fisicamente. Un colloquio con Tremonti sull’Expo, approfittando di essere a pochi metri l’uno dall’altra? La Moratti risponde citando un altro interlocutore: «Con Tremonti ne avevamo parlato prima dell’estate. Ora il decreto è in mano al ministro Calderoli, che ha la febbre. Gli faccio tanti auguri di guarire presto, non solo per l’Expo». I mediatori (Gianni Letta in prima fila) sono al lavoro, un’altra settimana è passata e anche se c’è chi spera che il decreto arrivi domani, lo scontro è forte, sui poteri da delegare all’amministratore e sulla designazione dei membri del consiglio di amministrazione. In ballo c’è anche il federalismo fiscale. La Moratti è soddisfatta fino a un certo punto del testo Calderoli, così apre un altro fronte col governo: «È una bozza. Il metodo è molto positivo, ma ci sono punti da chiarire come le risorse per i Comuni. Si tratta di capire come saranno reperite, perché il federalismo fiscale deve portare vantaggi ai cittadini e certo non aumenti delle tasse». Lei assicura di voler andare avanti per la sua strada, nella riduzione delle imposte e nei tagli alle spese. Parla di acqua, trasporti, casa (il Comune ha tagliato l’Ici da tempo) e espone la sua linea guida: «Risparmiare per dare più servizi ai cittadini». A Cernobbio riaccende anche la battaglia per l’hub di Malpensa, offrendo di far assumere negli aeroporti milanesi migliaia di lavoratori in esubero di Alitalia se lo scalo varesino tornerà a essere un hub. Ricorda di essere in trattativa con Corrado Passera, l’ad di Intesa advisor della Cai: «Il Paese ha bisogno di un hub ed è importante lavorare anche con Alitalia per capire come possiamo mantenere Malpensa come hub».
Sorrisi e consensi nella tavola rotonda col sindaco di Boston, Thomas Menino, su «La città come motore di crescita». La intervista il Boston Globe e la Moratti è sempre più un pesce nelle sue acque. Tanto che a un certo punto sembra quasi che le interessi più il consenso internazionale che il mugugno milanese: «Mi occupo di cose concrete. Studiosi americani hanno indicato Milano come una città ai primi posti al mondo e sull’ambiente abbiamo scalato cinque posizioni».