Expo, Maroni rinuncia alla sospensiva sul processo

Dopo il passo indietro, il governatore uscente della Lombardia non chiede la sospensione del processo a suo carico

Dopo il passo indietro al Pirellone, Roberto Maroni rinuncia alla sospensiva per motivi elettorali nel processo a sua carico per presunte pressioni esercitate a favore di due ex collaboratrici dei tempi del Viminale per far ottenere loro un lavoro e per farsi accompagnare da una di loro in un viaggio a Tokyo per promuovere Expo.

Il processo al governatore uscente della Regione Lombardia riparte - come previsto - oggi. "Il pm fa entrare in campo in una partita di calcio un giocatore di hockey al novantesimo minuto", accusa intanto l'avvocato Domenico Aiello, legale di Maroni, dopo che il pm Eugenio Fusco ha cambiato capo di imputazione. Nella scorsa udienza, infatti, l'accusa aveva sostenuto che ci sarebbe stata anche una violazione del regolamento di Eupolis da parte dell'ex direttore generale di questa società, Alberto Brugnoli, che aveva patteggiato per questa vicenda otto mesi e non è dunque tra i computati di Maroni.

L'ipotesi di reato riguarderebbe quindi anche la "turbata libertà nella scelta del contraente", ma il cambio - avrebbe leso il diritto della difesa. Secondo Aiello e i legali degli altri imputati (a sollevare l'eccezione è stato il legale del capo della segreteria politica di Maroni, Giacomo Ciriello) la difesa sarebbe stata pregiudicata perché ha posto le domande ai testimoni nel corso del processo senza sapere di questa presunta violazione dei regolamenti. "Abbiamo sentito diversi testi di Eupolis - ha spiegato Aiello - se avessimo saputo che c'era questa contestazione di avere violato le procedure avrei chiesto Scusi, ha violato questa procedura?". Il pm Eugenio Fusco, chiedendo di respingere l'eccezione, ha replicato che la sua "è stata solo una precisazione con ulteriori riferimenti normativi e non c'è nulla di nuovo rispetto al capo d'imputazione che contiene già tutto".