«Expo, Milano ha le carte per ospitarlo»

Milano si candida oggi, a Parigi, ad ospitare l’Expo 2015. L`esito è tutto da vedere, ma intanto i milanesi possono rivivere l’atmosfera di quella del 1906 grazie al volume, edito da Scheiwiller, presentato ieri alla Camera di Commercio di Milano dal presidente, Carlo Sangalli. Trentatré pagine che raccontano la realizzazione del valico del Sempione, il restauro del Castello Sforzesco,la costruzione dell'Acquario e gli oltre 7 milioni e mezzo di visitatori.
Grazie al traforo la città era diventata il perno della comunicazione ferroviaria con l'Europa centrale: il nuovo percorso riduceva la quota del valico da 1.294 a 704 metri e ciò consentiva ai convogli di procedere con un'andatura più spedita. Tra i Paesi che avevano aderito all'iniziativa - protrattasi dall’aprile al novembre 1906 - costruendo propri padiglioni nazionali c'erano la Svizzera, il Belgio, la Bulgaria, la Cina, il Canada,il Sud America, il Marocco e la Russia. Inizialmente l'esposizione fu prevista per il 1904, data in cui era programmata l'apertura del valico del Sempione, ma i ritardi nei lavori del traforo fecero slittare la data della manifestazione. La decisione di organizzare una grande Esposizione venne dalle istituzioni cittadine: Comune e Camera di commercio, si ricorda nel libro, promossero la costituzione di un Comitato esecutivo ad hoc. Ne era presidente Angelo Salmoiraghi, con Leopoldo Sabbatini come segretario generale. «Si ripropone - ha affermato Sangalli - questa vocazione di grande internazionalizzazione della città di Milano. E proprio sulla base di quanto già realizzato per l'esposizione del 1906, Milano si può proporre come la sede candidata ed ufficiale per l'Expo 2015. Ha tutte le carte in regola».