Expo, nel parco dei bambini niente cani, comizi e pic nic

L’idea di uno spazio per i piccoli conquista sponsor e sindaco. Scaparro: «Ma regole ferree per gli adulti»

«Provate ad essere come bambini. Non fate le cose perchè sono necessarie, ma liberamente e per amore». Parole di Thomas Merton utilizzate dal noto psicoterapeuta Fulvio Scaparro per lanciare l’idea di un parco permanente per ragazzi che in concomitanza con l’Expo sia uno spazio verde incontaminato a Milano, facilmente raggiungibile con mezzi pubblici dal centro e con animatori che sostituiranno i genitori stessi. Anche Mafalda, al grido di «Aulì ulè», la protagonista della celebre strip di Quino, aderisce idealmente all’iniziativa dedicata ai bambini da 0 a 10 anni e ai loro accompagnatori. «Non ci sono intenti didattici espliciti ma il parco offre ai più piccoli quello che di solito i centri abitati non offrono: grandi spazi, aria pulita, verde dove muoversi in totale liberta senza pericoli. La condizione essenziale per la corretta ubicazione è la facilità di raggiungimento e di accesso. Dovranno essere a margine anche aree di parcheggio, di attesa, di smistamento. Sogno un parco con alberi, sorgenti, dove le rose sboccino e la “rosa dei venti“ si trasformi in una piazzola di riparo dotata da panchine, tavoli, sedie, cespugli salvaguardando la flora già esistente sul sito, fontanelle e servizi igienici», spiega il professor Scaparro.
L’idea ha ricevuto l’approvazione del sindaco Letizia Moratti e di alcuni sponsor. E oggi Scaparro fissa le linee del progetto a partire dal pensiero urbanistico della città: «Dalla Torre Eiffel in poi, l’Expo passa dalla ricerca di spettacolarità attraverso l’architettura. Ma può anche essere un concetto trasversale - prosegue Scaparro - e oltre ad essere i bimbi a beneficiare di un parco di tutto rispetto, arrivando con l’aereo potrebbe essere un nuovo biglietto da visita per la città soffocata dal cemento. Regole ferree per gli adulti: entreranno solo come accompagnatori, niente cani, biciclette, pic nic manifestazioni pubbliche o private, niente cartelloni pubblicitari. Gli spazi con i nomi degli sponsor saranno solo all’ingresso».
Gli animatori proporranno antichi giochi. L’area dovrà essere all’incirca grande come quella del parco Sempione con piante sempreverdi. Si conta anche su una fauna naturale, scoiattoli, farfalle, insetti tipici del luogo, uccelli migratori.
«Al mondo non c’è niente di simile, nemmeno al Central Park di New York - afferma convinto Scaparro -. Sarà un’area protetta e la Fondazione che va via via formandosi desidera che non sia poi usata per alcuna manifestazione politica, commerciale o promozionale». Giovanni Invernizzi del Tobacco Control Init dell’Istituto Nazionale dei Tumori/Italian College suggerisce di dotare «Aulì Ulè» di un sistema di monitoraggio delle polveri sottili in tempo reale posizionato sul parco. Aulì Ulè è un mome che suona esotico, intrigante per italiani e stranieri che non conoscono l’antica conta dei bambini lombardi. Scegliendo questo nome Scaparro ha voluto fondare sulla memoria del passato un parco aperto sul nostro futuro.