Expo, polemica sui poteri Il super commissario: «Non ne sono entusiasta»

«Per noi e per tutta Italia l’Expo è molto importante. Io sono convinto che la Lombardia e Milano decideranno entro il 18 per chiudere tutte le vertenze e fare un grandissimo Expo». Con un repentino testacoda il sindaco di Roma Gianni Alemmano ieri ha dato la sua fiducia all’organizzazione milanese dell’Expo, cambiando idea rispetto a due giorni fa quando aveva «invitato Milano a fare bene l’Expo altrimenti si può vulnerare la nostra candidatura alle Olimpiadi». Mentre si discute sui vantaggi che i poteri speciali porteranno all’organizzazione dell’evento del 2015 Letizia Moratti ha confessato di non essere «particolarmente appassionata all’idea di poteri speciali. I poteri speciali li avevo chiesti nel 2009, allora tempo utile per attivare le procedure sia per la pubblica utlità sia per le trattative delle aree sia per accelerare le opere. Ho avuto dei poteri per accelerare le opere che precedono l’Expo e che stiamo facendo. Da allora ho chiesto, nel mese di agosto, altri poteri per accelerare le opere sul sito. A oggi non li ho ancora. Ma noi stiamo lavorando con tutte le istituzioni per usare procedure normali o accelerate. Quindi non sono particolarmente appassionata all’idea di poteri speciali».
Ed è proprio sulle finalità dei superpoteri del commissario straordinario che si dividono le posizioni: per il presidente della Provincia, Guido Podestà, non serviranno per la risoluzione del nodo legato ai terreni su cui si svolgerà la manifestazione. «I poteri speciali non servono per le aree ma perchè da qui al 2015 qualunque motivo di ritardo sia ricondotto, nel caso, all’obiettivo finale. Del resto la Moratti aveva chiesto i poteri speciali prima che sorgesse la riflessione sulle aree». Podestà si è detto certo che martedì, nel corso di un vertice tra i soci sarà finallmente trovata la soluzione che garantirà la disponibilità dei terreni alla società Expo. Di certo, per Podestà il risultato non potrà essere l’esproprio, sul quale invece resta ancora possibilista Formigoni. «Se qualcuno vuole proporre l’esproprio - ha osservato polemico - e presentarsi il 19 ottobre all’esame del Bie, con i ricorsi, lo faccia pure».
«L’ipotesi di esproprio delle aree Expo non rischia di portare alla paralisi per i ricorsi - ribatte il governatore Formigoni -. Mi dicono che i ricorsi non potrebbero bloccare l’iter ma semplicemente ci potrebbero essere dei contenziosi sul prezzo». Per il presidente della Regione l’esproprio è «un metodo usato in tutto il mondo quando delle grandi manifestazioni di carattere pubblico si svolgono su terreni privati».