Expo pronto al raddoppio: il commissario? Forse due

Gioco a rimpiattino sul commissario Expo. Il sindaco, Giuliano Pisapia, vuole dire la sua sulla scelta della persona che avrà poteri speciali sull’Expo 2015. «Le alternative sono: o il sindaco di Milano o, come io auspico, un soggetto che abbia la fiducia di tutti». Si aspetta una «scelta condivisa» e dice no all’ipotesi Roberto Formigoni come commissario Expo.
Il presidente della Lombardia, da molti ritenuto il commissario “naturale”, puntualizza che la decisione tocca al governo: «Servono scelte il più possibile condivise, ma la condivisione non è obbligatoria». E aggiunge: «Forse la soluzione migliore è un duplex». Un ticket, due commissari per l’incarico doppio che Letizia Moratti aveva assunto: da un lato i poteri da commissario per accelerare sulle opere; dall’altro l’incarico di rappresentare il governo italiano presso il Bie. Formigoni entra nel dettaglio e immagina la divisione dei ruoli: «Compete al governo la scelta di chi dovrà rappresentare il governo al Bie. È difficile che per questo incarico si possa scegliere una persona che è un avversario politico dichiarato. Invece il commissario che ha potere straordinari può avere un altro profilo».
Palazzo Chigi, dopo la riunione di giovedì scorso presieduta dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, ha assicurato che è allo studio una soluzione «condivisa». Letizia Moratti si è dimessa ormai in modo ufficiale, ma nel Pdl non si esclude che il governo possa decidere per una proroga del decreto che assegna alla Moratti i poteri di commissario, o almeno quelli di rappresentanza internazionale presso il Bie. La decisione, in ogni caso, sembra essere rinviata a dopo l’estate.
Pisapia ritiene di essere il naturale erede dei poteri straordinari di Letizia Moratti, ma preferisce non prendere in mano la patata bollente. La rilancia ad altri: «Il Commissario dovrebbe essere il sindaco di Milano in carica, ma la mia indicazione è stata per una figura condivisa da tutti e super partes. È vero che la scelta dovrebbe essere del governo, ma dovrebbe cambiare l’attuale normativa che prevede espressamente che il commissario straordinario sia il sindaco di Milano in carica».
Il no di Pisapia a Formigoni provoca la replica del capogruppo del Pdl in Regione, Paolo Valentini: «Ci sono alcune contraddizioni nelle dichiarazioni del sindaco. Da una parte va ripetendo che la scelta deve essere condivisa, dall’altra esclude che il commissario possa essere Formigoni. Questo significa che per Pisapia condivisione vuole dire essere tutti d’accordo con quello che dice lui».