Expo, la sfida di Stanca: taglio allo stipendio e conti trasparenti in rete

«Mi impegno a rendere noti i livelli retributivi dei manager della società, ma non quelli individuali. Pubblicherò l’audit nei prossimi giorni». Al termine del Cda di ieri mattina, l’amministratore delegato di Expo spa, Lucio Stanca risponde alle domande dei giornalisti che lo incalzano per capire a quale fascia retributiva appartengano i suoi dirigenti. E sebbene le società a capitale pubblico non siano obbligate per legge a rendere pubblici gli stipendi, decide di fare un patto in nome della trasparenza e perché «l’Expo diventi davvero l’Expo di tutti». Si rivolge a consiglieri e stampa e inizia a snocciolare i dati di una ricerca della Watson Wyatt, società internazionale di consulenza globale per la gestione finanziaria e delle risorse umane. «I miei collaboratori vengono pagati il 15,3 per cento in meno rispetto alla media nazionale degli altri dirigenti e il 20,5 per cento in meno rispetto a quella locale, milanese». Parte fissa e benefit compresi. «Qui non abbiamo né l’auto aziendale, né l’assicurazione integrative, entrambi riconosciuti al 99,9 per cento dei manager - precisa l’ad -. Anche i buoni pasto sono bassissimi: valgono sei euro». Torna ai risultati dell’audit Stanca e ribadisce che per lui questo è un segnale importante. «Non credo che la curiosità sia quella di sapere quanto guadagna Rossi o Grassi, ma di conoscere a livello di società, se si spende più o meno».
Intanto i primi «tagli» alle spese hanno riguardato proprio il suo premio retributivo, ovvero la cosiddetta parte variabile dello stipendio legata al raggiungimento degli obiettivi aziendali annuali. «Vista l’oggettiva difficoltà di definire gli obiettivi 2009 - spiega Stanca - e con mio pieno accordo, il Cda ha deciso che per quest’anno l’amministratore delegato non percepirà la parte variabile». Tradotto in cifre, significa che l’ad «rinuncia» a 150mila euro (80mila se calcolati sui tre trimestri effettivi dal suo ingresso nella società) previsti come bonus e percepirà il suo stipendio fisso di 300mila euro.
Politiche retributive, ma non solo: nelle quattro ore di riunione, i consiglieri di Expo hanno parlato anche di budget e bilanci. Nei primi dieci mesi di gestione la società ha accumulato una perdita di 4,9 milioni di euro. Cifra che però, assicura l’ad, permetterà di chiudere il consuntivo 2009 con uno sbilancio di molto inferiore rispetto agli 11,4 milioni di euro previsti nel dossier di candidatura. «Si sta spendendo per preparare l’evento e la gran parte dei ricavi che derivano dalla vendita dei biglietti, dal merchandising e dalle sponsorizzazioni arriveranno a ridosso del 2015». Stanca definisce «panna montata» le frizioni con gli enti locali ai quali aveva chiesto un finanziamento e ribadisce, al contrario, che tutti hanno risposto positivamente. «La società ha avuto tutti gli stanziamenti dal governo fino al 2015». Del budget per il 2010 si discuterà nella prossima riunione del Cda, il 18 dicembre, mentre non è ancora stato deciso nulla sull’acquisto dei terreni per il sito della Fiera. «Non era in agenda oggi e non so se saranno acquistati oppure no». Alla prossima riunione si potrebbe arrivare anche con due budget: uno che prevede l’accordo con Fiera e il gruppo Cabassi e l’altro no. In quell’occasione si discuterà anche della trattativa con le Poste Italiane, uno dei proprietari dell’area sulla quale sorgerà il sito di Expo. «Stiamo cercando una soluzione per soddisfare le loro esigenze e le nostre. Il dossier parlava di 100 milioni di euro, ma saremo al di sotto», conclude Stanca.