Expo si mostra al mondo. Ma Boeri rovina la festa

LA POLEMICA L’incontro a Cernobbio. Onu e rappresentanti di 91 Paesi in visita per scoprire l’Esposizione L’assessore: «Gli aggiornamenti al progetto? È meglio sorvolare». L’ad Sala pronto a chiedere che Pisapia usi i poteri straordinari

nostro inviato a Cernobbio (Co)

C’è un fuoco che cova sotto la cenere dell’Expo. E minaccia di divampare nuovamente. Due commissari, uno del governo (il sindaco Giuliano Pisapia) e uno del Bie (il governatore Roberto Formigoni) più l’amministratore delegato Giuseppe Sala, non bastano a convincere Stefano Boeri, che dell’Expo è assessore per conto dello stesso Pisapia, ad archiviare il progetto di attirare, nel 2015, 20 milioni di visitatori con il suo orto planetario. Da mantenere anche una volta chiusi i cancelli, alla faccia di cittadella Rai o della comunicazione, della giustizia o dello sport. O magari del nuovo quartiere a cui pensano i vertici di Arexpo e lo stesso Formigoni «per rientrare delle enormi spese che altrimenti rischiano di pesare sulla comunità». Soprattutto in tempi di crisi.
«Torno adesso dall’International Partecipants Meeting Expo a Cernobbio. Bel discorso del Sindaco Pisapia», ha postato ieri Boeri nel suo profilo Facebook. Senza però risparmiare il veleno: «Poi presentazione degli aggiornamenti al progetto sul sito... Su questo preferisco sorvolare...». Come a dire che la sfida muscolare a Palazzo Marino è ancora in corso. Anche se Formigoni continua ripetere che a contare è ciò che pensa Pisapia e non il suo estroso assessore. E il segretario metropolitano del Pd Roberto Cornelli questa volta dà ragione a Boeri («L’atteggiamento di Formigoni è sconcertante», commenta). Ma l’ad Sala ha già pronta una marcia a tappe forzate che non consente distrazioni. Se 56 più l’Onu sono i Paesi già iscritti all’Esposizione, l’obiettivo per il 2012 è di toccare quota 120. Per arrivare poi a un totale di 150, ben oltre i 130 previsti nel dossier di registrazione. Da cercare i 400 milioni di euro degli sponsor privati e da allestire i padiglioni tematici. Spingendo per i lavori sull’area di Rho-Pero che per un anno riguarderanno la rimozione delle interferenze e la «piastra». Opere per cui non sono più consentiti ritardi, con Sala pronto a chiedere a Pisapia di ricorrere ai poteri straordinari del commissario per «velocizzare le procedure ed evitare intoppi». Argomento delicato, visto le perplessità dello stesso Pisapia dopo che la società Expo ha assegnato la prima gara a una cooperativa rossa di Ravenna grazie a un ribasso monstre del 42 per cento che ha fatto fuori tutti i concorrenti.
Tante frizioni e nodi da sciogliere che, a parte il caso dell’assessore Boeri, non hanno ieri rovinato il clima a Cernobbio dove sono arrivati i delegati di 91 Paesi insieme ai rappresentanti dell’Organizzazione delle Nazioni Unite e di vari organismi e aziende per la prima vista (anche se per il momento solo virtuale) quando mancano 1.282 giorni all’apertura di Expo. Arcimboldi e affascinanti scenografie su cui lavorerà il due volte premio Oscar Dante Ferretti, così come la passeggiata tra cardo e decumano, piazza Italia e collina mediterranea, il canale leonardesco e l’anfiteatro. «E il padiglione Italia - spiega il capo degli architetti Matteo Gatto - che non sarà un palazzo, ma una strada su cui si affacceranno tutte le regioni». Per il ruolo di commissario è già partita la caccia al nome.