Expo, si pensa al "diritto di superficie"

Nuovo scenario per i terreni dell'esposizione: non più l'acquisto integrale degli spazi ma solo quello del diritto di superficie. Un ipotesi che farebbe abbassare drasticamente il prezzo dell'operazione

Milano - Niente acquisto dei terreni dove costruire i padiglioni dell’Expo 2015: ora spunta l’ipotesi di comperare solo il diritto di superficie dai privati. Il che significherebbe per gli enti locali una spesa di qualche milione, non certo dei 200 stimati dall’agenzia delle Entrate per l’acquisizione delle aree. È anche questa una delle ipotesi che domani Regione, Provincia e Comune si troveranno a discutere per arrivare a una decisione definitiva dopo mesi di dubbi e rimpalli. In più al sindaco Letizia Moratti stanno arrivando i poteri speciali che le permetteranno di velocizzare tutte le operazioni e che fanno entrare in campo anche l’ipotesi dell’esproprio. Quest’ultima eventualità non piace a tutti. C’è chi è preoccupato che possibili ricorsi al Tar rallentino ancora i tempi. Ma i sostenitori dell’esproprio rispondono che i ricorsi potrebbero riguardare solo la cifra dell’indennità ai privati: i terreni sarebbero invece disponibili da subito. Ad ogni modo, sottolineano, il fatto che Moratti abbia questa possibilità è come mettere «una pistola carica» sul tavolo della trattativa con i privati, che sarebbero più inclini a turarsi il naso cedendo il diritto di superficie alla newco formata da pubblico (con almeno il 51%) e privati. Una volta superato questo scoglio, si potrebbe trovare con più calma e precisione con i proprietari un accordo sul futuro dell’area. Nel Pdl, però, qualcuno resta scettico e dice che si troverà una soluzione "solo se fra Moratti più propensa al comodato d’uso e Formigoni, che ha proposto la newco, non ci saranno vinti e vincitori".