Expo, slitta a gennaio la nomina di Glisenti. E la Bracco batte cassa

Riunito il primo cda, rinvio per l’amministratore Il presidente: "Gli azionisti rispettino gli impegni. Cercheremo di essere trasparenti". Penati: "Il governo venga a Milano a dire quanti soldi investirà"

Expo 2015, Paolo Glisenti non troverà sotto l’albero di Natale la nomina ad amministratore delegato. «Abbiamo unanimamente ritenuto opportuno di non procedere visto che l’assemblea dei soci non ha ancora deliberato i compensi per il cda nel suo insieme» chiosa Diana Bracco. Nomina rinviata dunque all’8 gennaio, quando al terzo piano del civico 5 di via Foscolo si riunirà prima l’assemblea dei soci e poi nuovamente il consiglio d’amministrazione della società che gestisce l’esposizione universale. E di default il rinvio è scattato pure per i compensi e la definizione dei poteri del «dottor Glisenti che», però, annuncia il presidente del cda Bracco «rifarà il cronoprogramma»: «Lo rifarà calcolando che si partirà da gennaio e dovrà quindi programmare alcune iniziative in parallelo che prima erano invece pensate in maniera sequenziale quindi qualche variazioni ci sarà senz’altro. Questo in ogni caso non deve però assolutamente ritardare l’avvio e non dovrà comportare ritardi». Virgolettato del presidente del cda della società che, concretamente, affronta nel merito il ritardo accumulato in questi mesi prima della costituzione di Expo 2015 Spa sia [TESTO-INFRA]sul fronte della dilatazione dei tempi di consegna delle opere[/TESTO-INFRA] che su quello dei finanziamenti. «Scriverò agli azionisti confermando la volontà di un avvio tempestivo delle attività» osserva il presidente Bracco. Come dire: «Questo comporta la decisione da parte degli azionisti di assolvere gli impegni finanziari». Ministero dell’Economia, Regione Lombardia, Provincia di Milano, Comune di Milano e Camera di Commercio sono avvisati: ciascuno, è il messaggio, rispetti i propri obblighi finanziari anche in merito al necessario aumento di capitale della società. Avvertenza che, tra l’altro, è replica all’ultimo colpo di scena firmato da Filippo Penati ossia la decisione della Provincia di Milano di sospendere la sua quota di aumento di capitale, pari al dieci per cento di Expo 2015. Dettaglio non da poco che non sembra però impensierire Diana Bracco: «Sono ottimista. Enrico Corali (rappresenta la Provincia nel cda di Expo, ndr) dà un ottimo apporto al consiglio d’amministrazione e quindi sono ottimista». Ma il primo cda della società durato poco più di tre ore ha anche preso una decisione non da poco: «Uniformarsi, dove possibile, alla normativa delle società quotate in borsa, incluso la messa in opera del sistema previsto dalla legge 231». Che, in soldoni, significa per Diana Bracco «dover essere un esempio di trasparenza per tutto il Paese» poiché «siamo consci che Expo 2015 assume per l’economia italiana una grandissima importanza e la sua gestione dovrà essere come una casa di vetro». Traduzione? «Ci sarà una verifica corretta dell’indizione e dell’assegnazione dei contratti d’appalto» commenta Diana Bracco: «Cercheremo cioè di essere un esempio di trasparenza mettendo in piedi un sistema di controllo per cui, in ogni momento, è possibile essere certi che i comportamenti dei singolo anche alla fine della catena delle decisioni rispecchino il codice e le leggi». Il resto? «Far percepire alla gente l’importanza di questo progetto che è bellissimo e molto impegnativo».