Expo, Smirne si attacca alle mozzarelle

Mancano due giorni al verdetto del Bie: il capoluogo lombardo sarebbe
avanti di venti voti. Ma è guerra per convincere i Paesi indecisi. Milano sott’accusa per le bufale alla diossina. Moratti e Formigoni: "Non mina la nostra eccellenza, vinceremo"

nostro inviato a Parigi
«Smirne chiede un'Expo solo per se stessa, Milano la vuole perché tutti i Paesi possano diventarne protagonisti. Noi non vogliamo metterci sul piedistallo». Dopo mesi di fair play ecco finalmente un po' di sano agonismo. Il fiele della competizione, l'attacco diretto, la schiacciata del doppio misto che vuol prendere Parigi. Quando il gioco si fa duro, il sindaco Letizia Moratti e il governatore Roberto Formigoni scendono in campo insieme. Per il set decisivo, per quello che vale l'edizione 2015 della rassegna universale nata proprio qui nel 1889 con la Tour Eiffel a celebrarla. Qui la coppia funziona e il tabellone prevede un lista infinita di incontri con ministri, consoli e ambasciatori a cui strappare il voto di lunedì. Le cattive notizie, invece, arrivano tutte dall'Italia. Una fucilata alle spalle, nello splendido quartier generale dell'hotel Saint James dietro avenue Foch, la notizia che ora anche la Francia chiede controlli più rigidi sulle mozzarelle. Ma le bufale alla diossina, assicurano i due, non avveleneranno la corsa di Milano all'Expo. Una difesa d'ufficio di fronte alla pessima immagine di un Paese che ha puntato il dossier della candidatura proprio sull' alimentazione.«Uncaso delicato - non si nasconde Formigoni - Un infortunio che non va sottovalutato, ma soprattutto da risolvere al più presto».

E Milano e l’Italia mettono in mostra le loro specialità con un faraonico galà pagato dagli sponsor e apparecchiato in cima ai 110 metri dell'Arche à la Défance. Prospettiva su Arc de Triomphe e Champs Elysées, piatti a due stelle cucinati dal vivo da Carlo Cracco e vini made in Italy selezionati da un fuoriclasse come Luca Maroni. Design della Triennale emusica di Red Ronnie. Dolcenera che incanta e l'anima del sud, quella bella e buona di Pietra Montecorvino. Archiviate le mozzarelle, arriva la mazzata Malpensa. L'altro boccone indigesto grazie all'accetta del governo Prodi. E di Alitalia che taglierà i due terzi dei voli.

Lunedì, proprio il giorno in cui a Parigi (sede di Air France, ma anche del Bureau international des expositions) gli oltre 150 delegati dovrebbero preferirla a Smirne. «Le rotte intercontinentali di Alitalia su Malpensa - trancia secca la Moratti - sono solo 17 su 70. E' chiaro che i tagli quest'anno peseranno, ma il nostro destino va separato da quello della compagnia di bandiera. E per Malpensa ci sono già molti vettori che fanno la fila. Decideremo, ma di sicuro per l'Expo 2015 lo scalo sarà molto cresciuto». Entro il 2011, le fa eco Formigoni, il bacino dei viaggiatori che potranno raggiungerla in due ore arriverà a 19 milioni. E, intanto, oggi torna in Italia per inaugurare la bretella di Boffalora che «consentirà di arrivare da Torino in soli 40 minuti, come dal centro di Milano». E magari partire per Smirne, la città turca sempre più convinta di avere la vittoria in tasca. Tanto da spendere un sacco di soldi per far girare i bus di Parigi con la sua pubblicità e aver spiegato ancora ieri in ben quattro pagine dell'Herald tribune che aprire una porta sul mondo islamico sarebbe il mondo migliore per affrontare temi come l'ambiente, il cibo, la salute e il clima.

La riposta di Milano è ancora una volta nei fatti. Dal 5 al 10 giugno il Festival internazionale dell'ambiente. «Incontri di taglio scientifico - anticipa la Moratti -ma anche eventi di richiamo per sensibilizzare il grande pubblico su quattro grandi macrotemi: i cambiamenti climatici, il rapporto tra energia e ambiente, l'architettura e il turismo eco-sostenibili ». Milano o Smirne? Ancora due giorni per saperlo.