Expo, la società di gestione è fatta. Diana Bracco presidente

Le nomine a 18 ore dalla scadenza. Glisenti,
Alli, Provasoli e Corali consiglieri. I nomi indicati alla vigilia
dell’assemblea di Parigi. Penati contrario

Otto mesi dopo la festa per la vittoria, oggi a mezzogiorno finalmente il sindaco Letizia Moratti e il governatore Roberto Formigoni tornano a Parigi con la Expo 2015 Spa. La società che gestirà l’organizzazione dell’esposizione universale è stata costituita davanti al notaio Filippo Zabban, a Palazzo Marino, ieri intorno alle ore 18. Sul fil di lana, a diciotto ore esatte dall’assemblea generale del Bie (il Bureau international des expositions) dove i vertici lombardi - ma è atteso anche il ministro degli Esteri Franco Frattini - faranno una relazione sullo stato di avanzamento dei lavori per l’Expo di Milano davanti ai rappresentanti dei 154 Paesi membri, prima di loro Corea e Cina, che organizzano le prossime esposizioni.

Il varo della società di gestione era un passo necessario: il Bie nei mesi scorsi aveva già criticato i ritardi per la firma del decreto, arrivato solo il 23 ottobre. La società ha cambiato nome (non è più SoGe) ma a sorpresa ha già un presidente, Diana Bracco. La numero uno di Assolombarda, nominata dalla Camera di commercio tra i cinque membri del cda, è stata indicata anche presidente dal ministero dell’Economia, senza che fosse sottoposta al voto dell’assemblea come aveva richiesto la Provincia. Ma il sindaco fa presente che l’atto costitutivo «è stato firmato all’unanimità», dunque anche da Palazzo Isimbardi, e «non si può costituire una società se non c’è la volontà unanime e condivisa».

Ma la polemica non è chiusa: la Provincia fa presente che ha firmato l’atto «vista l’urgenza e l’importanza del provvedimento» ma ha messo a verbale «la contrarietà alla nomina del presidente». Avrebbe voluto «il professor Angelo Provasoli, il componente del cda indicato dal ministero del Tesoro, per testimoniare l’impegno diretto del governo». Anche perché, critica il presidente Filippo Penati, «il governo è ancora assente. Ad oggi non solo mancano ancora i finanziamenti per la realizzazione della sede e delle opere un impegno preciso».

Davanti al notaio c’erano il sindaco, governatore, il segretario generale Antonio Princiotta per la Provincia, Andrea Chevallard per la Camera di commercio, l’avvocato Cuccurullo per il ministero dell’Economia. Nessuna sorpresa dell’ultima ora per i 5 membri del cda: il Comune (che è rappresentato col 20% del capitale) ha nominato Paolo Glisenti, la Regione (20%) Paolo Alli, la Provincia (10%) Enrico Corali, la Camera di commercio (10%) la Bracco e il Tesoro (40%) Provasoli. I nomi più «politici» riservati al collegio sindacale, dove siederanno Dario Fruscio alla presidenza (ex senatore Lega), Marco Spadacini e Beniamino Lo Presti come sindaci effettivi (entrambi vicini ad An). L’atto individua solo i compensi del collegio: 30mila euro l’anno al presidente e 20mila ai sindaci. Quelli di presidente e amministratore delegato saranno decisi dall’assemblea (la prima riunione dovrebbe tenersi a gennaio), e un’ultima modifica all’atto ha rinviato a quella sede pure quelli del cda, anche se la Moratti ha parlato di un’ipotesi di «120-130mila euro». «La settimana subito dopo Sant’Ambrogio convocherò il primo cda», anticipa la Bracco, e lì sarà scelto l’ad, in pole position Paolo Glisenti. Il cda dovrà essere rinnovato il 31 luglio 2011.

I grandi eventi come Expo «servono anche a combattere la crisi economica - sostiene la Moratti -. Ho parlato pochi giorni fa con il ministro inglese che gestirà le Olimpiadi e mi ha detto che loro puntano moltissimo su quell’evento per aiutare l’economia inglese. Lo stesso si può dire nel nostro caso e le spese sostenute per promuoverlo sono un investimento. Il turismo a Milano è già aumentato. Senza dimenticare che si creeranno 70mila nuovi posti di lavoro». Formigoni conferma che la Spa è «un passo avanti concreto per l’operatività. Stiamo costruendo un’Expo che sia un’occasione per tutto il mondo».