Export, anno da record: più 11,5%

Il made in Italy archivia un anno di risultati eccellenti, nonostante
il dollaro debole e le difficoltà che pesano sull’economia
internazionale. Snaidero (Federlegno): "La rottamazione andrebbe estesa al mobile, settore chiave del sistema Paese"

Milano - Il Made in Italy archivia un 2007 ricco di risultati eccellenti. Le esportazioni, nei primi nove mesi, sono cresciute dell’11,5% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, raggiungendo quota 265 miliardi. In aumento anche le quote italiane sul commercio mondiale, salite dal 3,4% del 2006 al 3,6%. L’altra buona notizia arriva dal passivo della bilancia commerciale, che si è ridotto a 7,8 miliardi dai 17,7 miliardi dell’anno precedente.
Un bilancio che l’Ice, l’Istituto per il commercio estero, commenta ovviamente con soddisfazione: «È il frutto del dinamismo dell’imprenditoria italiana, della riorganizzazione interna delle aziende per fronteggiare le sfide imposte dalla globalizzazione e anche delle incisive azioni di supporto e di promozione del sistema Italia», tra le quali la partecipazione ad alcune delle più importanti manifestazioni fieristiche internazionali, dove l’imprenditoria italiana si è conquistata il posto d’onore.

E il settore legno-arredamento ne rappresenta uno degli esempi migliori, come testimonia il successo dei Saloni Worldwide Moscow, una fiera del mobile tutta italiana, protagoniste oltre 300 aziende: e se ne attendono 500 per l’edizione 2008. I nuovi ricchi di Mosca e dintorni, infatti, impazziscono per il gusto italiano: abbigliamento, in primis, ma anche mobili pregiati. E sono pronti a spendere anche 4 o 5 milioni di euro per un arredamento completo. Ma anche nei mercati più difficili, come gli Stati Uniti, il prodotto italiano mantiene posizioni.
Un successo destinato a continuare, secondo il presidente di Federlegno-Arredo, Roberto Snaidero: «Ancora una volta il mobile si conferma una delle voci più importanti dell’economia italiana. Anche quest’anno, che pure non è stato facile, abbiamo aumentato l’export, conservando la nostra posizione di leader mondiali della fascia medio-alta del settore».

E i numeri lo confermano: «Nel corso del 2007 il valore della produzione legno-arredo ha raggiunto i 40 miliardi, di cui oltre il 34% - 14 miliardi circa - destinato all’esportazione, con un aumento dell’8,4% rispetto all’anno precedente. Vorrei anche sottolineare che il settore presenta un saldo attivo di 6,5 miliardi», aggiunge Snaidero.
Supereuro non vi ha danneggiati, dunque? «Certo, il problema esiste - ammette il presidente di Federlegno -. Ma il nostro settore non ha aspettato passivamente: già da quattro o cinque anni ci siamo rimboccati le maniche, inventando strategie nuove. Allora eravamo soprattutto spinti dall’esigenza di battere la concorrenza cinese, che troppo spesso si traduceva in copie dei nostri prodotti. Perciò abbiamo fatto del design e dell’innovazione tecnologica le carte più importanti su cui puntare».

Una scelta che si è confermata valida anche negli anni successivi, e non solo per la questione cinese, dove pure sono stati raggiunti obiettivi importanti, come spiega ancora Snaidero: «Per quanto riguarda la difesa della proprietà intellettuale, infatti, abbiamo finalmente posto la prima pietra, con il codice di condotta sottoscritto da Federlegno e Cida (China National Interior Decoration Association). Ma lo sforzo fatto in questi anni dal nostro settore per mantenersi all’avanguardia non si è fermato, anzi: è il nostro più importante atout per mantenere alto il livello dell’export».
Ed è proprio l’esplosione della domanda estera quella che sta trainando il settore del mobile. In Russia le esportazioni sono salite del 22,3% a 564 milioni di euro: in Ucraina del 43% a 129 milioni e in Grecia l’aumento è stato del 21%, a quota 244 milioni. Segnali postivi arrivano anche dai nuovi mercati d’Oriente: in Cina l’export è cresciuto del 55% fino a superare i 42 milioni, e anche l’India mostra crescente interesse per l’arredo made in Italy, con esportazioni in aumento del 29% a quota 26,5 milioni di euro.

Un settore che meriterebbe più attenzioni dal governo, sottolinea Snaidero: «Sono rammaricato perché ancora una volta, invece, si privilegia, attraverso la rottamazione, l’industria meccanica che da anni vive di sussidi statali, mentre giace ignorata nel cassetto del vicepremier Rutelli la nostra richiesta di riduzione dell’Iva sull’acquisto degli arredi per la prima casa e di incentivi per la riconversione degli alberghi a una o due stelle».