EYVIND KANG All’Aperitivo un violino punk

Dopo l'inaugurazione serale in onore di Joe Zawinul, Aperitivo in concerto ritorna all'appuntamento domenicale delle 11 del mattino, sempre al Teatro Manzoni. Protagonista è un personaggio singolare che opera nel jazz e nello stesso tempo si trova ai suoi limiti o perfino «fuori», come si conviene a un musicista di difficile classificazione che ha un approccio accademico al jazz ma con influenze punk, ambient e folk. Si chiama Eyvind Kang, compositore e direttore d'orchestra americano. È nato a Corvallis, nell'Oregon, e lavora fra Seattle e New York, ha ascendenze coreane e islandesi ed è pluristrumentista: suona soprattutto il violino e la viola, però è anche tubista e altro ancora. Sulla sua scheda si legge che è nato «pressappoco» nel 1972 come se non volesse far sapere la sua età. Diciamo quindi che è giovane e ha «pressappoco» 35 anni. Ciò malgrado ha uno stato di servizio invidiabile: una quindicina di cd a suo nome o ai quali ha partecipato, collaborazioni prestigiose (John Zorn, Bill Frisell) e una grande quantità di concerti. Per Aperitivo si presenta in prima europea con un ampio Ensemble del quale fanno parte improvvisatori di New York come Jenny Scheinman violino, Doug Wieselman clarinetto e Trevor Dunn contrabbasso. La formazione dell'Ensemble è tuttavia in gran parte italiana e comprende dodici violini, quattro viole, quattro violoncelli, tre contrabbassi e altri strumenti: qualunque intenditore capisce subito che si tratta, appunto, di un'orchestra «di confine» .
È naturale, di conseguenza, che nel programma di sala si legga che Kang crea mondi poetici nei quali sembrano raccogliersi tutti i frammenti della nostra scomposta contemporaneità: perciò egli alterna colonne sonore a ballabili da juke-box e citazioni ricavate dalle sue origini orientali con un violino il cui suono è sospeso fra Oriente e Occidente. Un giornalista americano definisce Kang un personaggio che vive in mondi a noi sconosciuti, a causa specialmente della sua «Storia dell'Islanda», contenuta in un cd della Tzadik Records di John Zorn. La Storia nasce e vive fra innodie arcane che sembrano provenire dalla notte dei tempi e comunicano sensazioni di grandi vastità e di ricerche cosmiche. Nondimeno queste innodie «cercano di riallacciarsi ai nostri tempi, riportandone echi e frammenti distorti che appaiono e scompaiono come echi, rimandi e specchi» improntati a una sorta di misticismo laico che nasce a sua volta dall'improvvisazione jazzy. In altre parole, Kang non riconosce regole che non siano le proprie e si basa soltanto sulle molteplici esperienze acquisite. Di fronte a un artista siffatto, l'ascoltatore dovrà a sua volta discostarsi dalle proprie categorie e ascoltarlo con la massima attenzione. Non ci sarà tempo per distrazioni, e men che meno per attimi di noia.
Edwing Kang Ensemble
teatro Manzoni
domenica ore 11
info: 800-914350