F come furbetti lo Zingarelli si aggiorna così

Ogni anno, all’uscita del nuovo vocabolario Zingarelli, ormai, grazie ai computer, millesimato, ovvero dal 1994 annualmente aggiornato e ristampato dalla Zanichelli, si cerca, nelle parole che i linguisti responsabili hanno scelto di inserirvi, un qualche specchio dei nostri mutamenti sociali e espressivi. L’edizione, sulla cui copertina campeggia la data 2007, è appena arrivata in libreria (con Cd-Rom 83,80 euro, senza 71,80 euro). Abbiamo, dalle sue pagine, la conferma che il «Sudoku» è diventato gioco di massa, che il «Reality» è ormai una realtà, che calano gli Zoo e crescono i «Bioparco», ma soprattutto che viviamo in una società di «Furbetti» (del quartierino) e di «Lampadati», ovvero che hanno la tintarella perenne e artificiale, nel «Magna magna» generale (termine di dialetto romano, ma entrato in uso su tutto il territorio nazionale) in cui si riciclano i vari, nostrani «Zelig» (modo di definire un trasformista derivato dal film di Woody Allen)cercando di passare per «Mammolette». È chiaro, davanti a un simile quadro sconsolante, che poi ci sia un diffuso bisogno di «Morbidoso», termine appena accolto dal nostro maggior dizionario, grazie all’uso che ne ha fatto la pubblicità, assieme a «Comodoso», ma soprattutto che la gente speri nel gioco e così renda d’uso comune «Bingo» e il modo di dire «Fare tombola». E il gioco (che come tutti i giochi ha però un suo senso reale) potrebbe continuare a lungo, visto che solo in questa edizione sono 1.700 le nuove voci e accezioni, che vanno a formare i 136mila lemmi (con 370mila significati) che costituiscono il dizionario 2007. Tutto questo senza seguire mode effimere. Lo Zingarelli non rincorre parole trendy, tormentoni stagionali o slang dell’ultima ora: ogni inserimento è frutto di attento lavoro redazionale che coniuga la tradizione dei testi antichi alla tecnologia dei database e di Internet. Ogni nuova voce che si affaccia nel parlare quotidiano viene monitorata; ogni flessione scientificamente osservata e valutata nella frequenza delle sue ricorrenze, in particolare sui media, prima di ottenere l’ingresso ufficiale nel dizionario.