Félix Echevarría Gorostiaga & C.

Si tratta di sette francescani spagnoli di Fuenteovejuna, uccisi dai comunisti subito dopo lo scoppio della guerra civile, nel 1936. Erano stati arrestati e incarcerati alla fine di luglio. Per due mesi li torturarono in ogni modo allo scopo di indurli a bestemmiare. Ma la pressione su di loro non ebbe alcun effetto. Così, vennero assassinati, uno alla volta in un paio di giorni, in località Azuaga. Il capogruppo di questi martiri era padre Félix Echevarría Gorostiaga, che aveva quarantatré anni. Basco, nato a Ceánuriz nel 1893, era francescano dal 1908 e sacerdote dal 1916. Aveva insegnato nei collegi del suo ordine a Estepa, Chipiona, Vélez-Málaga e San Pantaleón de Aras. Dopo essere stato missionario a Tangeri, era dovuto rientrare perché ammalato. Dal 1933 era superiore a Fuenteovejuna. Miguel Zarragua Iturriaga era il più anziano: sessantasei anni. Missionario in Marocco, era un semplice frate. Josemaría Azurmendi Larrinaga era sacerdote dal 1896. Fu il primo a essere ucciso. Francisco Carles González, sacerdote quarantenne, era stato missionario in Siria e in Terrasanta. Luís Echevarría Gorostiaga era fratello di padre Félix ed aveva quarantun anni. Sacerdote dal 1920, era stato in Palestina e in vari conventi spagnoli. Simon Miguel Rodríguez era un frate laico di ventiquattro anni. Aveva fatto la professione solenne da appena un anno. Antolino Sáez de López de Arcante aveva solo ventidue anni. Era francescano da pochissimo e stava ancora studiando. Si trovava nel convento di Fuenteovejuna soltanto per riprendersi da un periodo di malattia.