F1 addio? Se Mosley non s’arrende la Ferrari alla 24 Ore di Le Mans E la Fia «grazia» la McLaren delle bugie

Botta e risposta, sul filo delle allusioni. A Parigi, il presidente della Fia, Max Mosley, dopo aver sonoramente bacchettato la McLaren e il suo boss Martin Whitmarsh per le bugie nell’affaire Hamilton-Trulli (il pilota mentì sul sorpasso subíto dall’italiano e ieri il manager ha chiesto scusa in tutte le lingue, ndr), ha ottenuto l’ok del Consiglio mondiale (unico voto contro quello dell’italiano Macaluso) al tetto di 33 milioni del budget F1 per il 2010. Il prossimo campionato vedrebbe quindi in pista due tipi di monoposto: quelle libere d’inventarsi di tutto perché dentro il budget imposto, e quelle che dovranno invece rispettare un regolamento rigidissimo, ma potranno spendere quanto vogliono. A Consiglio concluso e a pena comminata alla McLaren (squalifica per tre Gp) subito sospesa (se faranno i bravi), Mosley ha annunciato che il tetto al budget verrà rivisto all’insù «ma di poco».
Risultato: si andrà allo scontro e i segnali sono chiari. Ufficialmente, la Ferrari non commenta e si limita a rimandare ogni decisione alla riunione dei team (Fota) del 6 maggio a Londra, ma l’annuncio che il presidente Luca di Montezemolo sarà lo starter della prossima 24 Ore di Le Mans, il 13 giugno (presente anche Stefano Domenicali), è un chiaro messaggio. La Ferrari guarda con interesse alla 24 Ore, gara, da sola, capace di avere il ritorno d’immagine di un mondiale F1. Tanto più che a distanza di 40 anni si ricordano ancora i duelli tra le Rosse e lo squadrone Ford. E poi ci sono le parole del presidente Ferrari: «Mi fa particolarmente piacere dare il via ad una corsa che ha fatto la storia dell'automobilismo e che ha un fortissimo legame storico con la Ferrari. Su questo circuito la nostra scuderia ha compiuto indimenticabili imprese. La 24 Ore di Le Mans è sinonimo di competizione tecnologica e sportiva e da sempre suscita una grande attenzione da parte nostra». Più chiaro di così.