F1, Alonso testimone contro McLaren

Lo spagnolo convocato dalla Fia Con Hamilton e De La Rosa: hanno ricevuto informazioni? E la scuderia paga 50mila dollari di multa per un cambio irregolare

Monza - Dice, o meglio, dice poco la Ferrari, desiderosa com’è di continuare con i piedi di piombo su una vicenda che la vede pesantemente parte lesa. Massì, trattasi tristemente dell’ormai strafamosa spy story e del dossier sulla Rossa e della McLaren che avrebbe fatto la furba. Il giorno dopo l’annuncio Fia di un nuovo processo per nuove prove emerse, parla di più il presidente tifoso Luca di Montezemolo: «Avevamo detto che non sarebbe finita lì. In queste cose siamosempre stati convinti che la verità verrà fuori». Dice Felipe Massa: «Che F1 resterà se la McLaren dovesse essere squalificata? Nel calcio tante squadre che avevano provato a fare le furbe sono state penalizzate... È una questione di giustizia». Diceva poco prima di entrare nel paddock il povero Fernando Alonso: «Ogni week end succede qualcosa, vediamo che cosa succederà qui...». Preveggente e saggio, il due volte campione del mondo; non a caso, un paio d’ore dopo, ecco l’ennesimo missile piombare sul motorhome della McLaren-Mercedes. In estrema sintesi, è successo questo: le citate nuove prove che hanno spinto il presidente della Fia Max Mosley a riaprire il processo, prove che sarebbero state ottenute durante una perquisizione a Woking (sede McLaren), dimostrerebbero il coinvolgimento del team inglese: ovvero, che il vertice sapeva del dossier pervenuto al tecnico Mike Coughlan e che, dunque, l’intera squadra ne avrebbe tratto vantaggio.

Secondo quanto rivela la rivista specializzata tedesca Auto Motor und sport, sembra infatti che Coughlan avrebbe comunicato - ancor prima dell’inizio del mondiale - al test driver del team, lo spagnolo Pedro De La Rosa, alcune informazioni sulle regolazioni del set up (probabilmente l’utilizzo delle nuove gomme Bridgestone, ndr). A sua volta – sembra via e-mail –De La Rosa avrebbe riferito il tutto ad Alonso. È ipotizzabile che un simile scambio di informazioni possa aver coinvolto anche Lewis Hamilton. In sostanza, dunque, i tre piloti avrebbero ricevuto dettagli derivati – a loro insaputa – dal dossier Ferrari. Ne consegue – seppur non ancora confermata – la convocazione dei tre a Parigi e il ruolo di Alonso quale testimone chiave.

Da qui la McLaren sotto assedio nel parco di Monza (guai a far domande sulla spy story, è stato il monito del team ai cronisti), da qui Alonso che, comunque tranquillo, interpellato sull’e-mail di De la Rosa glissava: «Io sono qui per correre e per vincere e non parlo di queste cose». Da qui un altro piccolo – si fa per dire – missile all’indirizzo della McLaren: ieri la Fia l’ha multata di 50mila dollari per aver utilizzato in Ungheria un cambio non preventivamente approvato. In altri tempi sarebbe stato da squalifica, ma vista la spy story che volete che sia...