F1, Ferrari: "Col motore unico ce ne andiamo"

Il Cavallino contro la Fia che ha ignorato l’accordo già trovato per il 2010.
Montezemolo capeggia la rivolta dei team: anche la Toyota si chiama fuori<br />

I sorrisi della settimana scorsa sembravano aver scongiurato il pericolo di una Formula 1 senza più anima. O meglio: con un’anima uguale per tutti. Il motore unico. Invece il pericolo resta, altrimenti la Ferrari non sarebbe uscita con un comunicato di simile portata. Più che una minaccia, quella del Cavallino sembra però una seria e decisa puntualizzazione fatta in qualità di team più importante. A nome anche degli altri costruttori impegnati nel mondiale.
L’ANNUNCIO Fatto sta, ieri pomeriggio, poco prima delle 18, ecco arrivare il comunicato vergato dopo l’ultimo consiglio d’amministrazione, presente ovviamente il presidente Luca di Montezemolo:«La Ferrari, pur confermando il suo pieno impegno per una sostanziale e necessaria riduzione dei costi a partire dai propulsori, ha tuttavia espresso forte preoccupazione circa i progetti di equalizzazione o standardizzazione dei motori che priverebbero la F1 della sua stessa ragion d’essere basata su competizione e sviluppo tecnologico. È così che la Ferrari ha interpretato la sua ininterrotta presenza fin dalla prima edizione del campionato mondiale nel 1950. Qualora questi elementi venissero meno, il consiglio d’amministrazione si è riservato di valutare, insieme con i propri partner, l’opportunità di mantenere la presenza in questa disciplina».
IL PRECEDENTE Parole forti, dunque, parole mai pronunciate prima d’ora in via ufficiale. Solo una volta si arrivò a frasi dure ma per una vicenda diversa e comunque durante un’intervista. Era il 2003, e durante i test estivi di Monza prima della settimana del Gran premio, scoppiò la polemica delle gomme. Era infatti ormai evidente a tutti che le squadre con gomme Michelin avevano una marcia in più per via della filosofia costruttiva ai limiti se non oltre il regolamento. Montezemolo tuonò facendo capire che le regole del gioco dovevano essere uguali per tutti e che la Ferrari poteva anche fare a meno della F1. L’ALLARME TOYOTA Il comunicato di ieri segue di pochi giorni le preoccupazioni espresse dal verticeToyota cheaveva fatto capire di valutare ormaiunpossibile futuro fuori dalla F1. «Ci piacerebbe affrontare la sfida della 24 Ore di Le Mans» aveva detto il direttore del team giapponese, Tadashi Yamashina, «anche perché in caso di motore unico, di sicuro noi andremmo via dalla Formula 1».
LA GARA D’APPALTO Già, il motore unico. I team dei grandi costruttori si sono spaventati quando, lo scorso 17 ottobre, è stata annunciata la gara d’appalto per trovare il fornitore del propulsore. Ma fin da subito, l’uscita della Fia è parsa più un modo per sensibilizzare le squadre a trattare provvedimenti meno drastici. Non a caso, appena rientrati dalla doppia trasferta in Giappone e Cina, la Fia e la Fota (l’associazione dei team di F1) nelle persone dei loro presidenti, Mosley e Montezemolo, si sono incontrate a Ginevra.
L’ACCORDO TROVATO Nell’occasione, Montezemolo ha illustrato la proposta comune di tutti i team trovando con Mosley un’intesa che scongiurava il motore unico garantendo però una drastica riduzionedei costi. Alla base del piano, la decisione di far durare i motori per tre Gp,la riduzione del numeroa 25 e la cessione dei motori ai team più piccoli alla metà del prezzo (10 milioni). L’ACCORDO DA RIFARE Tutti felici e tutti contenti e poi, all’improvviso, ecco che ieri, sul sito ufficiale, la Fia annuncia che gli interessati al bandodel motore unico per i campionati 2010, 2011 e 2012, dovranno presentare la propria candidatura entro e no noltre il prossimo 7 novembre. Non solo. Fa sapere di aver ricevuto già «un certo numero di richieste di chiarificazione» da alcune parti interessate. Ma come? Non erano tutti felici e tutti contenti? Risultato: al termine del cda Ferrari, ecco stampato il comunicato di fuoco.