F1, Hamilton all'attacco: "Kimi? Senza attributi"

Monza, l'inglese stuzzica Raikkonen: "Se frena troppo presto non è colpa mia... Il più forte sono io, Massa dovrà dannarsi per prendermi"

Monza - Sono due gli sport dove si consiglia vivamente di non metterla in rissa. Il primo è la boxe, superfluo spiegarne il motivo. L’altro è la formula uno. Troppo delicato, infatti, l’equilibrismo nervoso che regola l’umore e le prestazioni di questi piloti a volte talentuosi, spesso miliardari, sempre viziati. Troppi i pericoli nascosti lungo i rettilinei e dentro e fuori le curve mozzafiato. E troppe le imboscate del destino pronte a tornare sul palco della F1 quando meno te lo aspetti.

Per cui, meglio evitare toni forti, minacce e guasconate di paese che possano alterare gli animi, spingendo chi offende a dimostrazioni non richieste a 300 all’ora e l’offeso a reazioni sopra le righe. Quando ieri Lewis Hamilton ha lanciato il suo guanto di sfida a Kimi Raikkonen e alla Ferrari, ha invece ignorato tutte queste regole non scritte. Povero ragazzo, avrà anche le sue ragioni, visto che vincere a Spa per poi osservare la coppa cambiare padrone fa piuttosto incacchiare. Ma ci sarà pur un motivo se Trulli, Fisichella, Alonso, Rosberg, Bourdais sono convinti che l’infrazione ci sia stata, eccome. E, su tutto, c’è comunque un limite a quel che un pilota può dire. E Lewis l’ha superato quando ha spiegato: «Sostengono che ho recuperato su Raikkonen perché la mia macchina, sul bagnato, ha più aderenza? Non è vero. Questo è solo il suo modo di guidare. Se uno non ha le palle per frenare più tardi degli altri è un problema suo, non mio. In situazioni simili è il pilota che deve gestire l’aderenza della macchina e trovare il limite. E io so di essere un grande in quelle condizioni di bagnato».

Da immaginarsi l’umore con cui Raikkonen salirà in macchina oggi. Dovrà gestire il compagno ormai capo-squadra, dovrà rispondere in pista ad Hamilton che gli dà del codardo, dovrà fornire parecchie risposte, insomma. A parole, all’indirizzo del rivale inglese, ha buttato lì un «può dire quel che vuole, non m’interessa». Ben diversa e più articolata la risposta per il compagno brasiliano: «Aiutare Felipe? Io so che cosa il team si aspetta da me e quando non avrò più possibilità di lottare, allora sarà un’altra storia. Adesso, però, è presto per fare simili discorsi. Io non correrò per nessuno, io farò la mia gara. Disputerò il Gp per me, perché ho ancora delle possibilità e perché tutto può sempre succedere... Ricordate lo scorso anno che cosa è accaduto? Perciò, fino a che lo dice la matematica, c’è sempre la possibilità per rientrare nella lotta».

Già, la lotta. «Qui farò di tutto per stare davanti, ormai non ho più nulla da perdere e posso fare scelte più rischiose...». Quindi, solleticato dai giornalisti: «Sì, è vero, se avessero dato ad Hamilton una penalità di dieci posti in griglia da scontare qui a Monza sarebbe stato meglio per me... Avrei avuto più possibilità di vincere». Come a dire: la bacchettata all’inglese in quel di Spa non mi ha portato nulla, ha aiutato solo il mio compagno.

Fatto sta, questi sono gli umori. Da una parte c’è un attaccabrighe incacchiato che vuole umiliare la Rossa in casa, «sarebbe bellissimo batterla qui... - dice Lewis -, so che molti tifosi, anche della Ferrari e di Alonso, hanno detto che è stato ingiusto togliermi la vittoria e questo mi fa molto piacere. Però io non amo le vendette. Quanto al resto, non c’è nessun altro che metta nelle corse più cuore di me». E ancora: «Ho dimostrato che nelle corse si può superare, da due anni a questa parte (da quando è arrivato, ndr) la F1 è più eccitante, prima era un trenino tutti in fila... Quanto a Massa, mi è vicino, però io sono nella posizione più forte e dovrà lavorare come un dannato per venirmi a prendere, tanto più che la nostra macchina qui va davvero bene».

Dall’altra parte ci sono i due ferraristi un po’ tesi fra loro. Non a caso, Luca di Montezemolo, dopo aver partecipato alla nascita dell’Associazione dei team (Fota), di cui sarà primo presidente, farà una visita lampo nel box. Prima incontrerà Kimi, poi Felipe. C’è da giurarci. Un po’ li avrà motivati, un po’ li avrà avvisati. Please, niente sciocchezze.