F1, dopo le minacce di Ecclestone McLaren assolta per Montecarlo

Il patron della Formula 1 delinea ipotesi durissime per la scuderia inglese, sotto inchiesta per un probabile gioco di squadra tra Alonso e Hamilton: "Una multa? Troppo poco. Punti di penalizzazione o espulsione per chi viola le regole dello sport". Ma il consiglio Fia assolve il team inglese

Parigi - Tanto rumore per nulla. Esclusione dal Mondiale o penalizzazione in classifica. Erano queste le sanzioni ipotizzate dal patron della Formula 1 Bernie Ecclestone per il comportamento della McLaren nel corso del Gran Premio di Monaco, su cui la Fia ha aperto un’indagine ufficiale per verificare se ci siano stati ordini di scuderia per impedire che Lewis Hamilton sorpassasse Fernando Alonso. "Se ci sono stati ordini relativi alle posizioni dei due piloti, - aveva detto Ecclestone al Daily Mail - se qualcuno ha detto di muoversi o di mantenere una posizione, questo è contro i nostri regolamenti sportivi". Poi la decisione del consiglio a Parigi: la McLaren è stata prosciolta oggi a Parigi dall’accusa di aver dato ordine a Lewis Hamilton di non superare il compagno di squadra Fernando Alonso, vincitore della gara davanti al britannico, a Monaco. La gara è stata, quindi, considerata regolare.

Il precedente Nel 2002, in Austria, la Ferrari venne multata di un milione di dollari per aver ordinato a Rubens Barrichello di lasciare la vittoria a Michael Schumacher. Una sanzione che Ecclestone giudica troppo tenera: "Nel caso ci fossero stati ordini, se venissero puniti come la Ferrari se la caverebbero in maniera troppo leggera. Potrebbero essere esclusi dal Mondiale o avere una penalizzazione di punti". I soldi, insomma, non bastano: "Una multa per la McLaren, con tutti i soldi che ha, non avrebbe lo stesso effetto di una sanzione di punti", ha ribadito Ecclestone.