F1 al via: tutti contro la Ferrari

Domenica, con il Gp d'Australia, a Melbourne, parte il campionato. Le "rosse" con il campione del mondo Raikkonen e Massa vogliono fare il bis. La McLaren cerca il riscatto dopo la spy story. Meno elettronica sulle monoposto

Roma - Motori accesi, senaforo verde, pronti via... Il Mondiale di Formula Uno riparte domenica dall'Albert Park di Melbourne, Australia, e il Cavallino di Maranello è pronto alla sfida. Proprio così: tutti contro le "rosse" ruggenti campioni del mondo, le "lepri" da inseguire su tutti i circuiti.
Lewis Hamilton, Fernando Alonso, Nick Heidfeld, Nico Rosberg sono gli avversari più temibili per la Ferrari e per Kimi Raikkonen (il campione del mondo in carica) e del suo fedele compagno di squadra Felipe Massa (nella foto piccola).

Domenicali: è una Ferrari nata bene Riparte il grande Circus e a Maranello è chiaro l'obiettivo: non concedere nulla agli avversari e bissare il successo. Massa, in particolare, vorrebbe riprendersi quello che la sorte gli ha tolto nella scorsa stagione. La determinazione, per tutti, è ad altissimi livelli. Per le Rosse ripetersi però non sarà facile, ma la F2008 si è mostrata una vettura molto competitiva nei test pre stagionali: c’è sempre qualcosa da migliorare, è una variabile inevitabile, ma qualcosa di più preciso si potrà capire dalla prima gara. Lì si vedrà la reale consistenza degli avversarsi e le cose da migliorare. "La macchina sembra nata bene e attendiamo la riprova sul campo ma gli obiettivi sono sempre quelli di fare il meglio possibile" ha detto il nuovo responsabile della gestione sportiva, Stefano Domenicali, che quest’anno ha assunto l’eredità lasciata da Jean Todd.

McLaren, dimenticare la spy story La McLaren, dopo lo tsunami della spy story, tenta di rialzare la testa sia sul piano sportivo che su quello d’immagine. L’addio alle corse di Ron Dennis potrebbe aiutare la squadra inglese a rigenerarsi, ma l’ex meccanico tiene duro e respinge gli attacchi di chi lo vorrebbe già in qualche località caraibica a fare il pensionato di lusso... Una resistenza che non sembra poter durare molto. Chi cova sentimenti di vendetta dopo il disastroso epilogo dello scorso anno è Lewis Hamilton (nella foto grande). L’esordiente poteva entrare nella leggenda dell’automobilismo sportivo, ma tra ingenuità e liti con l’ex compagno di squadra Fernando Alonso, tutto è saltato. Ora ci riprova, con maggiore maturità, ma soprattutto con un nuovo compagno, Heikki Kovalainen, che non dovrebbe creargli problemi. "Se sono tanto sicuri del fatto loro - ha detto recentemente Hamilton parlando delle Ferrari - perché hanno evitato qualche confronto diretto nei test. Noi lo scorso anno eravamo più lenti di qualche decimo, ma ora non è così. La McLaren è migliorata e io sono pronto a prendermi quel titolo mondiale che mi è sfuggito per un soffio".

Alonso vuole la rivincita Chi vuole fare il terzo incomodo, ma ha la consapevolezza che la macchina all'inizio non potrà essere all’altezza di Ferrari e McLaren, è il due volte campione del mondo Fernando Alonso. Il suo obiettivo lo scorso anno era arrivare subito in Ferrari, ma a Maranello la trattativa non è mai interessata. Ora vorrebbe rispondere in pista a chi non l'ha voluto. "C’è ancora da lavorare, ma sono convinto che potremo anche dire la nostra" ha detto lo spagnolo.

Le incognite Bmw, Williams, Toyota e Honda Dietro ai nomi di punta, però, ci sono piloti e team che non si accontentano più solo di partecipare. Bmw, Williams e Toyota, rispettivamente con Heidfeld, Rosberg e Trulli, non vorrebbero limitarsi a fare le damigelle d’onore di Ferrari e McLaren. Ci vuole provare anche la Honda con l’ex ferrarista Ross Brawn, nuovo responsabile della scuderia: le sue speranze sono su Button e Barrichello. Red Bull, Toro Rosso, Super Aguri e Force India completano il quadro con meno certezze, ma con tante speranze: Giancarlo Fisichella, approdato alla corte del magnate di Bangalore, Vijay Mallya, è un altro pilota che vuole dire a tutti che ha ancora molte cose da dire in pista.

Meno elettronica sulle monoposto A decidere i destini di tutti, campioni compresi, saranno le nuove norme istituite dalla Fia, in attesa di un più sostanzioso cambiamento dei regolamenti atteso nel 2009. La grande rivoluzione arriva dall’elettronica, con l’abolizione del controllo di trazione e la regolazione del freno motore. Una novità che sembrava poter condizionare pesantemente i piloti ma a cui pare essere già stata trovata una soluzione. Restano le polemiche sul fatto che tutti i team utilizzano la stessa centralina elettronica, fornita da una società che fa capo alla McLaren. Avrà un vantaggio? Sostanzialmente invariate le norme sulle gomme, dove resta l’obbligo di utilizzare in gara le due mescole fornite ad ogni week end dalla Bridgestone, mentre sul fronte del motore rimane l’obbligo di utilizzare propulsore per qualifiche e gara in due week end: chi deve cambiarlo incorre nella penalizzazione di dieci posti sullo schieramento in griglia.

Il cambio non si può rompere Una novità importante è quella del cambio: ogni pilota deve usare la stessa trasmissione per quattro week end di gara consecutivi, pena la retrocessione di cinque posizioni in griglia. Dalla penalità sono esclusi i piloti che, nella gara precedente, sono stati costretti al ritiro. Sparisce inoltre la vettura di riserva completa: si può portare il telaio di scorta ma senza motore, radiatori e serbatoi già montati. Novità, infine, anche sul fronte delle qualifiche.