«Fa la padrona, e tratta tutti come dipendenti»

Un déjà vu. Non certo per Tiziana Maiolo, quasi ex assessore alle Attività produttive, quanto per Vittorio Sgarbi, sindaco di Salemi, cittadina della Valle del Belice, e fino all’8 maggio scorso assessore alla Cultura del Comune poi messo alla porta nel giro di un’ora dalla Moratti perché «è venuto meno il rapporto di fiducia del sindaco verso l’assessore». Motivazione non ritenuta sufficiente per un licenziamento dal Tribunale amministrativo della Lombardia, che aveva accolto il ricorso presentato dall’assessore. «Siamo davanti a una vicenda molto grave - afferma Sgarbi-. La Moratti continua a comportarsi da padrone e non da sindaco e non ha capito che gli assessori non sono suoi dipendenti».
Il fatto che il sindaco non abbia ancora ufficializzato il ritiro delle deleghe alla Maiolo - secondo Sgarbi - significa che «la mia vicenda è stata per la Moratti un insegnamento». La Moratti questa volta, sarebbe intenzionata a rispettare tempi e modi della pratica per il ritiro delle deleghe: «Visto che la Moratti ha appreso la lezione - ha concluso Sgarbi tornando sulla propria vicenda - accetti allora le mie dimissioni e ritiri il ricorso al Consiglio di Stato, riconoscendo così validità al pronunciamento del Tar della Lombardia».