Fa più discutere il Giornale che il rischio legato all’Islam

La moschea non fa paura alla sinistra, il Giornale sì. Succede anche questo a Sampierdarena dove un luogo di culto islamico esiste già in via Sasso, ricavato all'interno di un garage, e in futuro potrebbe aggiungersene un altro a San Benigno, se le intenzioni del Comune saranno quelle temute dai residenti. Ma non dalla maggioranza del Centro Ovest che giudica più «pericolosa» la presenza sui banchi dell'opposizione di una copia de il Giornale. La riprova si è avuta ieri durante il consiglio di municipio che prevedeva al primo punto la discussione su via Sasso, richiesta dalla minoranza. Tutto tranquillo fino a quando davanti al microfono di Fabio Costa, capogruppo azzurro, è spuntata una copia de il Giornale del 5 gennaio col titolo in bella evidenza: «Se piazza Duomo diventa una moschea». Costa aveva appena finito di chiedere la chiusura del luogo di culto di via Sasso «perché è una sfida alla nostra religione e alla nostra cultura trovandosi tra due chiese e molte scuole», che dai banchi della maggioranza è partita la censura de il Giornale. «Signor presidente - ha esordito Roberto Gulli dell'Italia dei Valori - non reputo giusto che vengano esposti in consiglio vessilli o documenti cartacei. Il Giornale è lesivo della dignità delle istituzioni». «Trattasi di articolo 16 del regolamento», ha confermato il presidente Minniti invitando il capogruppo di Forza Italia ad abbassare il Giornale. In soccorso di Costa è venuto allora Giuseppe Interligi (An) che ha consegnato a tutti i consiglieri del centrodestra una copia incriminata. «Ordino che venga rimosso quel giornale», ha tuonato di nuovo Minniti, prima di sospendere la seduta. Alle 15.40 il consiglio è ripreso e il Giornale è tornato sui banchi dell'opposizione, ma non in bella vista. Solo allora è iniziata la discussione dei cinque ordini del giorno aventi per oggetto la moschea. La maggioranza ha respinto il documento presentato da Stefano Tortello (Lista Biasotti) che impegnava il municipio a manifestare in via preventiva l'indisponibilità ad ospitare una moschea nell'area di San Benigno e, più in generale, nel territorio di Sampierdarena e San Teodoro. È andata meglio all'ordine del giorno dell'Idv (20 sì e 1 astenuto) con cui si proponeva al sindaco «di fornire a questo Consiglio chiarimenti sull'uso di un locale sito in via Sasso, se risulta adibito a luogo di culto della religione islamica e in tal caso è stato regolarmente autorizzato».