Fa rima con Calimero ma ricordate Kaymer: presto diventerà un big

Un nome da tenere a mente. Quello di Martin Kaymer, ventitreenne di Düsseldorf, che domenica ha vinto l’Abu Dhabi Golf Championship negli Emirati tenendo testa in un finale, non privo di emozione agli attacchi annunciati di due pezzi da novanta quali Lee Westwood ed Henrik Stenson. Martin, arrivato sul Challenge Tour a stagione inoltrata nel 2006 vinse subito un paio di tornei, conquistò alcuni «top ten» ed al Grand Final del San Domenico in Italia chiuse con un quinto posto nell’ordine di merito guadagnandosi la carta per il Tour maggiore. L’anno scorso per ben due volte è andato ad un passo dal successo pieno - Open del Galles e Scandinavian Masters - mancando il titolo per giustificata inesperienza e paura di... vincere. Alla fine della stagione comunque è risultato il «miglior debuttante dell’anno». Sul non facile percorso di Abu Dhabi e con un lotto di partecipanti di ottimo livello, Martin Kaymer è partito subito lancia in resta andando al comando nella prima giornata, aumentando a sei colpi il suo vantaggio - su uno come Stenson - dopo 36 buche e mantenendo lo stesso gap dopo 54 buche sull’inglese Anthony Wall, seguito a ruota da Stenson e Westwood. Sei lunghezze di vantaggio non sono roba da poco, ma il percorso e le due star di Ryder Cup - ben più di Wall che ha subito mollato nel giro finale - erano insidie non da poco per il giovane tedesco in cerca di gloria. E la paura di vincere si è fatta sentire anche stavolta - tre bogey consecutivi nelle prime nove buche - ma le esperienze passate sono servite a Martin, che senza mai scomporsi ha cercato ed è riuscito a mantenere la mente lucida ed il sangue freddo. Anche quando Westwood si è riportato a stretto ridosso, anche quando Stenson, non ancora in piena forma, ha tirato fuori grinta e rabbia agonistica. Martin dimostrando grande maturità, dopo la tensione iniziale ha giocato senza strafare cercando i par piuttosto che i birdie rischiosi ed ha aspettato l’assalto - che alla fine non c’è stato - dei big con piena padronanza del suo gioco e calma quasi serafica. Ha avuto ragione lui e alla fine con due birdie ha tagliato il traguardo con quattro colpi di vantaggio e portato meritatamente a casa i 225mila euro della prima moneta. Per i colori azzurri a difendere l’onore Francesco Molinari, che pur tra alti e bassi ha chiuso in 39ª posizione mentre Peppo Canonica dopo un pesante 78 d’apertura si è riscattato con un 68 nel secondo giro che però lo ha lasciato fuori dal «taglio» anche se di un solo colpo. Questa settimana il Tour europeo resta negli Emirati con il Qatar Masters (diretta Sky da giovedì alle ore 11) con davvero tutti i migliori del Tour in campo compresi Garcia ed Olazabal.
Negli Stati Uniti la «maratona» - su 90 buche, cinque giri - del Bob Hope Classic a Palm Desert in California è stata vinta da D. J. Trahan ottimo ex dilettante, da tre anni passato sul Tour e con già una vittoria al suo attivo nel 2006.