Fa sposare la badante all’amico per tenerla con sé in Italia

C’era un tempo in cui i matrimoni venivano «combinati» dai genitori della ragazza. Oggi succede che un cinquantenne, pur di venire incontro alle esigenze della donna di cui si è invaghito, convince un’amico a sposare la sua amante.
Siamo nel 2001: Francesco, 47 anni, si innamora di una badante russa di 21 anni, che ricambia, ma che ha anche la pressante necessità di ottenere il permesso di soggiorno. L’uomo vorrebbe sposarla, in modo da farle acquistare la cittadinanza italiana, ma non può, perchè non ha ancora ottenuto il divorzio. A questo punto gli viene un’idea. Perchè non far sposare la giovane con il suo amico Giuseppe di 35 anni, scapolo? Le nozze vengono celebrate a giugno con rito civile, testimoni Francesco e una ragazza ungherese. A luglio la badante chiede il permesso di soggiorno. A settembre la polizia si reca nell’appartamento nuziale, ma di Giuseppe non trova traccia, nè un vestito, nè un oggetto personale. Per contro la russa teneva in un cassetto le foto «scattate in atteggiamento affettuoso con Francesco», che collaborava al pagamento dell’affitto. La badante diceva che «il matrimonio celebrato per affetto reciproco», serviva solo per il permesso di soggiorno. I tre, difesi dagli avvocati, Tartarini, Auditore e Rossetti, sono stati rinviati a giudizio per falso. Il giudice Rubini li ha assolti «perchè il fatto non sussiste». L’atto di matrimonio non è falso.