Fa tutto Trezeguet e la Juventus vola

La tripletta dell’attaccante francese in diciassette minuti tramortisce l’Ascoli che reagisce con Ferrante e protesta contro l’arbitro Racalbuto

nostro inviato ad Ascoli
Ufficiale: si sono notati scricchiolii fra i marziani. Trezeguet ha confermato il suo periodo di appannamento, Del Piero ha dimostrato di essere ormai calciatore da ultimo quarto d’ora e Camoranesi ancora una volta ha evidenziato di patire la concorrenza sulla fascia destra in proiezione azzurra.
Altre cose importanti che dimostrano il mese terribile della Juventus: dopo circa un quarto d’ora ha smesso di giocare.
Allora si è visto Trezeguet mancare il quarto gol personale per evidente sufficienza nella giocata, Del Piero nascondere la palla sotto le suole, Emerson ingobbirsi nell’ennesimo pallone giocato lateralmente, Thuram fare una finta di braccia che ha steso i due attaccanti ascolani. Hanno proprio ragione quelli che dicono che prima o poi questi qui devono mollare qualcosa, magari su un campo insignificante per la classifica come quello di Ascoli. Occorre molta pazienza, ma cosa importa, se tutti ripetono che il campionato è lungo, qualche buon motivo ci deve pur essere.
Il particolare che sfugge è il punteggio: 3-0 dopo 17 minuti, tripletta di David Trezeguet sul quale ognuno si era sbizzarrito nello spiegarne il lungo letargo con relativo digiuno dal gol. Solo come un alce, Trezeguet ha fatto tre reti facili facili in mezzo all’area, poteva segnare ancora ma si è fermato al 26’ del primo tempo quando in uscita gloriosa Coppola lo ha murato su splendida apertura di Zambrotta tornato a sinistra.
Il fatto è che gli ascolani, prima di cominciare, si erano illusi parecchio, venivano da buone prestazioni, la Juve invece da una scoppiettante sconfitta casalinga in coppa Italia. Silva aveva anche buttato lì il fioretto che va per la maggiore, invertendolo: «Se vinco mi faccio crescere i baffi». Pericolo scongiurato in pochi istanti: dopo neppure un minuto dal fischio di Racalbuto, Camoranesi ha pescato in area Del Piero solo, con l’ascolano più vicino ad almeno tre metri: il capitano si è alzato, ha caricato in torsione il collo ma il suo colpo di testa è finito fra le mani di Coppola. Non sembrava neppure che fosse iniziata la partita, una dimenticanza epica che il trio difensivo dell’Ascoli ha perpetrato per tutto il roboante primo tempo juventino: tutti preoccupati a mantenere le posizioni, ma assolutamente snobbati Del Piero e Trezeguet, forse era una mossa psicologica.
Ma che l’Ascoli continuasse a crederci è stato clamorosamente evidente quando i tifosi, dopo il gol di Ferrante, hanno iniziato ad agitarsi. Cori contro Moggi-Giraudo-Bettega, il presidente Roberto Benigni che lascia la tribuna scuotendo il capo, lancio di oggetti contro la dirigenza juventina: pistacchi nella versione ascolana, forse una moneta o quant’altro per il resto della tribuna che si è subito alzata per redarguire il reprobo.
Poi si può anche aggiungere che probabilmente Emerson è falloso su Bjelanovic nella giocata che avvia il gol del vantaggio, oppure che Racalbuto è riuscito a farsi dare del venduto in una partita che non è mai stata in vendita.
Ma sarebbe più giusto celebrare Del Piero. Il capitano non ha sbagliato un pallone, nell’azione del terzo gol ha stordito Domizzi in mezzo metro e ha distribuito incessantemente palloni a tutti democraticamente con la precisione di altri tempi.
Capello ha fatto finta di arrabbiarsi su palloni innocui giusto per farsi notare, ma con il risultato ne cappotto e giusto per far trascorrere qualche secondo di show alla platea in un secondo tempo talmente annoiante che solo l’entrata di uno stordito Ibrahimovic ha saputo rivitalizzare: solo in area ha tentato di dribblare l’inesistente e ha sprecato l’occasione più nitida dei marziani nel secondo tempo.