Una fabbrica d’armi che ora sforna cultura

da Pechino

Una megalopoli non può non avere un quartiere degli artisti. A Pechino si chiama «798». Il numero indicava una fabbrica d'armi sorta - alla periferia nordoccidentale, sulla strada per l'aeroporto - negli anni Cinquanta, a opera di tecnici giunti a Pechino dalla Repubblica democratica tedesca.
Dal 2002 la fabbrica è stata ristrutturata e ha oggi il fascino dell'archeologia industriale. Essa ospita molte gallerie d'arte, fra le quali la «offiCina» di Monica Piccioni e Rosario Scarpato, incontratisi nel 1988 da studenti, lui a Napoli, lei a Roma, partendo dall'aeroporto di Berlino Est - segno del destino - diretti a Pechino per studi universitari. Nel 1994 si sono stabiliti qui e nel 2002 hanno aperto «offiCina», che è ormai punto di riferimento degli scambi culturali italocinesi.